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Chiuso il Festival del Lavoro e premiati i giovani talenti.
I giovani possono diventare protagonisti dello sviluppo occupazionale, nel rispetto dei principi di etica e responsabilità? Se ne è parlato con Don Luigi Ciotti nell’evento finale dedicato a loro. E proprio nel rispetto di questa attenzione ai giovani che hanno i Consulenti del Lavoro, sono stati premiati i partecipanti alla 3a edizione del concorso, che aveva per argomento “Le riforme del lavoro – i giovani protagonisti del cambiamento”.
Le frasi dai lavori conclusivi del Festival
- il lavoro non è solo un diritto, ma un bisogno profondo per crescere, vivere ed avere dignità (Don Ciotti)
- i Consulenti del Lavoro devono essere responsabili ed applicarsi per garantire ai giovani condizioni di lavoro soddisfacenti (Marina Calderone)
- conviene investire nelle pensioni dignitose per dar spazio ai giovani, gli anelli fragili e deboli non vanno penalizzati, ma aiutati (Don Ciotti)
- va trovato lo spazio culturale, momenti di orientamento professionale nelle università, va agevolato il contatto diretto tra azienda e giovani e vanno create misure di sostegno con fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa (Stefano Amore)
- bisogna creare interventi strutturali come nel resto dell'europa, corsi laurea abilitanti, tirocini formativi durante il corso di laurea e non dopo, cambiando le modalità di svolgimento dei tirocini (Debora Serracchiaini)
- ci sono giovani senza lavoro, ma anche lavoro senza giovani: valorizziamo i giovani con l'intelligenza nelle mani, investiamo in formazione anche durante il lavoro (Simone Baldelli)
- diamo dignità ai lavori per consentire a tutti i giovani di occuparsi, facciamo una riforma bipartisan (Marina Calderone)
Comunicare per dare un servizio al cittadino
Trovare dei professionisti che sappiano comunicare. Professionisti esperti di lavoro, che uniscono alla profonda conoscenza delle materia l’esperienza sul campo. I Consulenti del Lavoro, in particolare,” hanno un ruolo fondamentale nello svolgere una promozione diversa e migliore della civiltà del lavoro”: così il Direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, nel messaggio che ha introdotto l’interessante dibattito. Andrea Vianello, Giornalista RAI, e Rosario De Luca, Presidente della Fondazione Studi, si sono confrontati su come le professioni possano diventare protagoniste del mondo della comunicazione. Ne viene fuori uno spaccato del mondo professionale che si propone quale soggetto indispensabile al mondo delle comunicazioni, siano esse legate alle testate giornalistiche che alle televisioni, per consentire ai cittadini, fruitori finali del servizio, di avere una informazione competente, corretta ed imparziale.
Maggiore flessibilità per tenere le produzioni in Italia Il “caso Pomigliano” analizzato nel workshop mattutino.
Parlando di strategie di riorganizzazione delle imprese, inevitabile è stata l'analisi delle ultime novità sull'accordo decentrato dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco. Con Maria Carla De Cesari, giornalista de “Il Sole 24 Ore”, ne hanno discusso questa mattina, al Teatro Comunale, Arturo Maresca, docente di diritto del lavoro all'Università di Roma Tre, ed Enzo De Fusco, coordinatore scientifico della Fondazione Studi. Un'analisi a più voci, quella che ne è scaturita, in cui è emersa netta l'esigenze delle aziende, non solo quelle di grandi dimensioni che più facilmente attraggono l'attenzione dei media, di riorganizzare i propri assetti produttivi in virtù, anche, di una maggiore competitività, e competizione, che il mercato allargato produce. Ciò che emerge, dalle parole di Maresca, è che alcuni istituti tanto criticati nell'accordo di questi giorni, che lo ricordiamo ha ottenuto il 62% dei consensi nel referendum dei lavoratori, sono già di fatto previsti negli accordi interconfederali degli scorsi anni. Ovvero, anche l'inasprimento di comportamenti nei confronti del cosiddetto “assenteismo anomalo” si va ad inquadrare esclusivamente nei casi di assenteismo quantitativo ed in concomitanza di particolari eventi. Insomma per continuare ad essere produttivi, sottolinea De Fusco,c'è la necessità che l'impresa sia in qualche modo “libera”nel rispetto, comunque, della normativa anche perché, in caso contrario, l'esternalizzazione della produzione sarà l'unico rimedio per la quadratura dei bilanci. Una constatazione, quella derivata dal workshop di questa mattina, che determinati strumenti contrattuali vanno interpretati, ed applicati, tenendo anche conto di ciò che sono le esigenze attuali delle aziende , nel rispetto delle tutele e dei diritti indisponibili dei lavoratori.
Professionisti del lavoro - comunicazione nello studio professionale. Migliorare le capacità per relazioni soddisfacenti con collaboratori e clienti.
Il successo di un professionista passa anche attraverso una corretta comunicazione della propria attività e del posizionamento dello studio verso i clienti ed i propri collaboratori. La comunicazione permette di migliorare le capacità di esprimersi con chiarezza, in modo coinvolgente e convincente, sviluppare le capacità di recepire messaggi, impliciti o espliciti, provenienti da altri per attivare relazioni soddisfacenti ed avere successo nella professione.
Il lavoro sommerso e le soluzioni per ridurlo. Politiche attive mirate e creazione del circuito virtuoso.
Riduzione della contribuzione e utilizzo degli strumenti di flessibilità saranno, assieme al coordinamento dei servizi ispettivi eliminando le differenti matrici che caratterizzano l'azione ispettiva dei vari enti, le vere modalità per la soluzione, o almeno, la riduzione del lavoro sommerso. Il contrasto al lavoro irregolare è un politica centrale dei governi che si sono alternati negli ultimi anni. Nello spazio dedicato a questo tema è stato fatto il punto della situazione mettendo in evidenza le conseguenze in caso di utilizzo del lavoro “nero” e i diritti dei lavoratori utilizzati in modo irregolare. Per una cultura del lavoro regolare dobbiamo battere il lavoro nero, questo significa aumentare la sicurezza di tutti, riportare la legalità e la trasparenza. In generale si è evidenziata la necessità di interventi strutturali generalizzati per ridurre il costo del lavoro. Questo non dimenticando che già esistono alcune forme di lavoro flessibili (part-time elastico, voucher, tirocini e lavoro intermittente) che oggi consentono di coniugare la tutela dei diritti e l'inserimento regolare nelle imprese con una concorrenza leale tra i datori di lavoro.
Università di qualità per una maggiore occupazione. Uno degli elementi per un'immediata ripresa economica.
Un minor costo del lavoro, una Università che prepari al meglio i giovani per l'ingresso nel mercato del lavoro e la riduzione dei tempi del contenzioso con il coraggio di puntare sull'arbitrato volontario. Sono, questi, alcuni elementi che potrebbero costituire quella strategia di sviluppo che rilanci il mercato occupazionale, e l'economia più in generale. Tematiche discusse “sotto i riflettori” del Teatro comunale alla presenza di Lanfranco Ferroni, docente di diritto presso l'Università di Urbino, di Luca De Compadri e Luigi Santalucia, consulenti del lavoro, moderati da Ignazio Marino, giornalista di Italia Oggi, e Carlo Martufi, dirigente della Fondazione Studi. Un confronto a più voci, come dicevamo, su tematiche che necessitano di immediati interventi, come quella di una maggiore attenzione al sistema dell'istruzione, come sottolineato dal prof. Ferroni, che consenta alle università di lavorare in qualità e preparare al meglio i futuri attori del mercato del lavoro. Un sistema di formazione universitario che , però, non può prescindere dal rinnovo del più allargato sistema della formazione professionale mirata , secondo Santalucia, unicamente a professionalizzare i discenti coinvolgendo direttamente le imprese. Per Luca De Compadri, giuslavorista e coordinatore scientifico della rivista “Leggi di Lavoro”, il sistema del lavoro è ingessato da una crisi di competitività, con le imprese internazionali che producono a basso costo, e da una crisi di sistema, che porta i giovani a trovare lavoro con notevoli difficoltà. La soluzione , oltre a passare dalla riduzione dei costi, potrebbe essere individuata nel mutamento dei contratti di lavoro passando da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato a un rapporto di lavoro per merito, sempre però con pari dignità per il lavoratore. Alla domanda di Ignazio Marino se il percorso ipotizzato da Tremonti, per la semplificazione nella creazione d'impresa, può essere considerato una strategia di sviluppo, i relatori sono stati d'accordo nel definire inutile il ricorso alla modifica costituzionale considerato che la riforma per legge ordinaria sarebbe aderente al dettato costituzionale, considerando l'art.41 della Costituzione il cardine per la libera iniziativa economica.
Pensioni: far crescere la cultura previdenziale nei giovani.
Le pensioni sono sempre al centro dell’attenzione ed i consulenti del lavoro sono in prima linea per far crescere la cultura previdenziale ed accompagnare i lavoratori nella costruzione di un percorso previdenziale che consenta loro di costruire una pensione quanto più possibile adeguata alle loro esigenze.
Le pensioni sono più che mai al centro dell’attenzione pubblica ed i consulenti del lavoro sono in prima linea per far crescere la cultura previdenziale ed accompagnare i lavoratori nella costruzione di un percorso previdenziale che consenta loro di costruire una pensione quanto più possibile adeguata alle loro esigenze.
In questa ottica, all’interno del festival del lavoro in svolgimento a Treia, si è dibattuto dell’argomento nella suggestiva cornice del teatro comunale di Treia. Moderati da Enzo De Fusco, coordinatore scientifico della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, si sono confrontati Alessandro Visparelli, vice presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine, Maria Carla De Cesari, de Il Sole 24 Ore, Giuseppe Buscema, Tommaso Siracusano e Matteo Robustelli esperti della Fondazione Studi. Le novità contenute nel D.L. 78/2009 hanno rappresentato lo spunto per ricordare gli effetti delle altre modifiche che sono intervenute negli ultimi anni e fare il punto sulla situazione. Partendo dall’introduzione delle c.d. finestre mobili che nel personalizzare l’uscita dal mondo del lavoro, una volta a regime consentiranno di uniformare il ritardo fra il conseguimento dei requisiti e l’effettiva decorrenza della prestazione. Sono state anche evidenziate le conseguenze dell'entrata in vigore, dall’inizio di quest’anno, dei nuovi coefficienti di trasformazioni che hanno portato ad una riduzione delle prestazioni pensionistiche erogate dal 2010, tra il 6,3% e l'8,3%.
Ma anche l'agganciamento dell'età pensionabile alle aspettativa di vita che partirà dal 2015, che è frutto delle novità contenute nella legge 102/2009. Inoltre, ogni quinquennio, la stessa norma, prevede ulteriori aggiornamenti. I nuovi scenari pensionistici, frutto del sistema contributivo che a regime interesserà tutti i lavoratori, consentiranno ai consulenti del lavoro di valorizzare le proprie competenze in materia e fornendo un fondamentale servizio alla collettività. Un ulteriore aspetto affrontato è stato quello dell'interpretazione autentica della norma che prevede il criterio della prevalenza per definire l’iscrizione alla gestione commercianti artigiani o coltivatori diretti, e ove ricorra alla gestione separata. Ciò comporterà l'obbligo della doppia iscrizione alle due gestioni per coloro che svolgono anche l’attività ad esempio di amministratori di società. Una norma su cui tutti hanno evidenziato l'inciviltà giuridica in quanto su tale aspetto era intervenuta di recente la Cassazione a sezioni unite accogliendo le tesi dei contribuenti che ritenevano che tale obbligo non sussistesse. Tale modifica – è stato ancora sottolineato – se da una parte chiude i contenziosi in essere, in virtù dell’effetto retroattivo, dall’altra genererà certamente nuovo contenzioso mirato a definire se la modifica abbia effetto meramente interpretativo e come tale effettivamente retroattiva ovvero non sia da considerare novativa e come tale con effetto dal momento di emanazione in avanti.
Redditometro cavallo di battaglia nella lotta all'evasione
Così Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate nel suo intervento al Festival dei Consulenti del lavoro di Treia. Uno strumento accertativo che è stato modificato dalla recente manovra fiscale per un rilancio in grande stile al fine di consentire di raggiungere l'obiettivo degli oltre 9 miliardi di euro attesi dal provvedimento. Un redditometro che si presenta diverso perché in precedenza risultava “obsoleto e quindi superato “ - ha ricordato Befera - ma che in futuro verrà invece calato nella realtà tenendo conto della territorio e della situazione familiare del contribuente. “ In ogni caso – ha proseguito – rimane garantito il contraddittorio in cui il contribuente potrà giustificare lo scostamento. La strategia dell'Agenzia per la lotta all'evasione è quella di infastidire il meno possibile i contribuenti ma colpire gli evasori e la stiamo attuando utilizzando le nostre banche dati che risultano sempre più precise”. Anche nell'elaborazione degli studi di settore si è tenuto conto della fase delicata che stiamo vivendo. Ha ricordato che “ per il secondo anno gli studi sono stati revisionati per la effetto della crisi. Studi che vengono valutati sul territorio attraverso gli osservatori locali ”.
Tirocini formativi per l'ingresso nel mondo del lavoro presentati anche al Festival
Il tirocinio formativo è uno strumento storico per orientarsi nel mondo del lavoro. Negli anni è cambiato il contesto legislativo di riferimento fornendo maggiore interesse allo strumento legislativo. Nello spazio dedicato hanno tracciato i punti di forza e di debolezza a vantaggio delle imprese e dei lavoratori interessati gli esperti Enzo De Fusco, Sergio Giorgini, Enrico Limardo, Paolo Pascucci.
Azione ispettiva più chiara dal collegato lavoro. L’accesso ispettivo, il potere di diffida e verbalizzazione unica.
Il collegato al lavoro introduce molte novità relative alla procedura che deve essere eseguita per poter ispezionare un’azienda. Gli esperti si sono confrontati per analizzare gli impatti operativi ed eventuali punti critici. Dal Dirigente dell'Attività Ispettiva del Ministero del lavoro arriva la rassicurazione che il Collegato lavoro conterrà una maggior chiarezza nell'azione ispettiva. Le norme che entreranno in vigore col Collegato Lavoro porteranno a profonde innovazioni in materia di vigilanza e contenzioso e ruoteranno essenzialmente su quattro elementi:
• verbale di primo accesso: sarà la fotografia che l'ispettore dovrà fare all'atto dell'accesso ispettivo e darà garanzia dell'accertamento sotto il profilo probatorio, lasciando comunque spazio alla richiesta di ulteriore documentazione in fase successiva
• istituto della diffida: entra in gioco non più il datore di lavoro ma il trasgressore e l'obbligato in solido. Si punta a rafforzare il processo di regolarizzazione delle condotte illecite per estinguere il procedimento sanzionatorio
• verbale unico: conferisce trasparenza e chiarezza all'azione ispettiva attraverso l'elencazione degli esiti dell'accertamento e degli elementi di prova
• estensione dei poteri di diffida agli altri organi ispettivi prima esclusi: elimina le disparità che prima si venivano a creare in caso accertamenti di enti diversi sulle stesse violazioni.
Definito il problema dei professionisti over 65 non iscritti ad alcuna cassa di previdenza.
Antonio Mastrapasqua, Presidente e Commissario Straordinario dell’Inps, ha chiarito che si è definito il problema dei professionisti over 65, sorto con l'operazione Poseidon1, che aveva portato a richieste di accertamenti contributivi. È stato infatti istituito al Ministero del Lavoro un tavolo tecnico con i presidenti della casse e si stanno definendo gli ultimi dettagli che consentiranno il versamento dei contributi anche alle casse. Sulla questione pensioni ha affermato che è stata messa la parola fine al cantiere della riforma , con la finestra mobile che aggancia l'età pensionabile all'aspettativa di vita della persona. È stato finalmente intrapreso il cammino giusto – ha aggiunto - per difendere la previdenza delle future generazioni, inoltre, dando allo stesso tempo una risposta di equità sociale.
L'azione alla tutela del sommerso guarda gli strumenti flessibili.
Basta alibi al lavoro subordinato camuffato da lavoro autonomo, considerando che l'attuale flessibilità degli strumenti di lavoro consente di far svolgere, in piena regola, il lavoro nella sua forma propria. A sostenerlo Paolo Pennesi, direttore generale del Sistema Ispettivo del Ministero del Lavoro, intervenuto a Treia in occasione del Festival del Lavoro. Analizzando le forme di lavoro flessibili oggi esistenti ( part time elastico, voucher, tirocini formativi e lavoro intermittente tanto per fare alcuni esempi) è stato rimarcato che tali forme di contrattualizzazione del lavoro consentono di coniugare la tutela dei diritti e l'inserimento regolare nelle imprese con una concorrenza leale tra i datori di lavoro. A leggere fra le righe, quindi, stop al ricorso a forme di collaborazioni autonome occasionali (per intenderci quelle d'opera, art. 2222 c.c.) per non incorrere nelle irregolarità scovate lo scorso anno nelle, circa, 3000 mila ispezioni effettuate sull'intero territorio nazionale. I consulenti del lavoro, ovviamente, promotori della legalità e della tutela sociale dei lavoratori dipendenti da tempo promuovono, e sostengono, la validità degli istituti flessibili ritenendoli comunque convenienti per i datori di lavoro. In ogni caso, secondo gli intervenuti, è opportuno che le azioni di contrasto al lavoro nero siano coordinate tra i vari Enti eliminando le differenti matrici al fine di uniformare le modalità dell'azione ispettiva.
I licenziamenti e i ripescaggi nelle riassunzioni. Un esame delle possibili scelte del datore e dei rischi connessi.
Il delicato momento economico impone a volte delle scelte drastiche di riduzione del personale. All'incontro è stata analizzata sul piano scientifico la possibile riduzione del personale connessa ad una riduzione dell’attività lavorativa, mettendo in evidenza le possibili trappole che comporta questa scelta. Un diverso approccio dei due autorevoli relatori sul ripescaggio post licenziamento: da una parte si è puntato sul giustificato motivo oggettivo del licenziamento dovuto a modifica di organizzazione aziendale evidenziando il carattere dell’effettività e della stabilità nel lungo-medio periodo, dall’altra sulla rivalutazione del potere discrezionale del giudice. Le due visioni convergevano sulla necessità di applicazione prevalentemente puntata sulla giurisprudenza attuale e non sulle sentenze di cassazione troppo datate. L’assenza di certezze sulla reale portata delle regole sul ripescaggio impone di soffermarsi sull’attualità delle decisioni dei giudici in quanto rispecchiano maggiormente la realtà del mercato del lavoro italiano. L’onere della prova del datore di lavoro sulla scelta della ricollocazione del lavoratore andrà calibrata sulle mansioni compatibili con la sua professionalità ante licenziamento.
Certificazione dei contratti: commissioni a confronto
A distanza di cinque anni dalle prime esperienze di certificazione dei contratti di lavoro, le Commissioni universitarie, delle Direzioni Provinciali del Lavoro e dei Consulenti del Lavoro per la prima volta a livello nazionale si confrontano sulle esperienze acquisite, per valutare le opportunità e i punti critici finalizzati per un maggiore sviluppo dello strumento giuridico. La modifica introdotta dalla manovra potrebbe incrementare il ricorso alla certificazione. Non sarà più solo la sola qualificazione del rapporto a formarne oggetto ma anche gli aspetti legati allo svolgimento del rapporto. Dallo scambio di idee e buone pratiche fra le varie tipologie di commissioni non potranno che sortire effetti positivi. Dai numeri ufficiali del Ministero, forniti dal Direttore del Servizio Ispettivo, Dott. Paolo Pennesi, emerge una sostanziale mancanza di appeal dovuta a vari motivi. Sono 3830 le istanze presentate di cui 2500 andate a buon fine. In massima parte si tratta di contratti a progetto. È proprio il labile confine fra autonomia e subordinazione a spingere le parti a richiedere la certificazione. In primis, la paura di sottoporsi al controllo preventivo, ma anche dell’atteggiamento dell'Inail e l'Inps che a seguito delle comunicazioni istituzionali da parte delle DPL di attivazione della procedura sottopongono a verifica le aziende. Per il Direttore della DPL di Macerata Pierluigi gli istituti hanno un altro ruolo
Università di qualità per una maggiore occupazione. Uno degli elementi per un'immediata ripresa economica.
Un minor costo del lavoro, una Università che prepari al meglio i giovani per l'ingresso nel mercato del lavoro e la riduzione dei tempi del contenzioso con il coraggio di puntare sull'arbitrato volontario. Sono, questi, alcuni elementi che potrebbero costituire quella strategia di sviluppo che rilanci il mercato occupazionale, e l'economia più in generale. Tematiche discusse “sotto i riflettori” del Teatro comunale alla presenza di Lanfranco Ferroni, docente di diritto presso l'Università di Urbino, di Luca De Compadri e Luigi Santalucia, consulenti del lavoro, moderati da Ignazio Marino, giornalista di Italia Oggi, e Carlo Martufi, dirigente della Fondazione Studi. Un confronto a più voci, come dicevamo, su tematiche che necessitano di immediati interventi, come quella di una maggiore attenzione al sistema dell'istruzione, come sottolineato dal prof. Ferroni, che consenta alle università di lavorare in qualità e preparare al meglio i futuri attori del mercato del lavoro. Un sistema di formazione universitario che , però, non può prescindere dal rinnovo del più allargato sistema della formazione professionale mirata , secondo Santalucia, unicamente a professionalizzare i discenti coinvolgendo direttamente le imprese. Per Luca De Compadri, giuslavorista e coordinatore scientifico della rivista “Leggi di Lavoro”, il sistema del lavoro è ingessato da una crisi di competitività, con le imprese internazionali che producono a basso costo, e da una crisi di sistema, che porta i giovani a trovare lavoro con notevoli difficoltà. La soluzione , oltre a passare dalla riduzione dei costi, potrebbe essere individuata nel mutamento dei contratti di lavoro passando da un rapporto di lavoro a tempo indeterminato a un rapporto di lavoro per merito, sempre però con pari dignità per il lavoratore. Alla domanda di Ignazio Marino se il percorso ipotizzato da Tremonti, per la semplificazione nella creazione d'impresa, può essere considerato una strategia di sviluppo, i relatori sono stati d'accordo nel definire inutile il ricorso alla modifica costituzionale considerato che la riforma per legge ordinaria sarebbe aderente al dettato costituzionale, considerando l'art.41 della Costituzione il cardine per la libera iniziativa economica.
Pensioni: far crescere la cultura previdenziale nei giovani.
Le pensioni sono più che mai al centro dell’attenzione pubblica ed i consulenti del lavoro sono in prima linea per far crescere la cultura previdenziale ed accompagnare i lavoratori nella costruzione di un percorso previdenziale che consenta loro di costruire una pensione quanto più possibile adeguata alle loro esigenze.
In questa ottica, all’interno del festival del lavoro in svolgimento a Treia, si è dibattuto dell’argomento nella suggestiva cornice del teatro comunale di Treia. Moderati da Enzo De Fusco, coordinatore scientifico della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, si sono confrontati Alessandro Visparelli, vice presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine, Maria Carla De Cesari, de Il Sole 24 Ore, Giuseppe Buscema, Tommaso Siracusano e Matteo Robustelli esperti della Fondazione Studi. Le novità contenute nel D.L. 78/2009 hanno rappresentato lo spunto per ricordare gli effetti delle altre modifiche che sono intervenute negli ultimi anni e fare il punto sulla situazione. Partendo dall’introduzione delle c.d. finestre mobili che nel personalizzare l’uscita dal mondo del lavoro, una volta a regime consentiranno di uniformare il ritardo fra il conseguimento dei requisiti e l’effettiva decorrenza della prestazione. Sono state anche evidenziate le conseguenze dell'entrata in vigore, dall’inizio di quest’anno, dei nuovi coefficienti di trasformazioni che hanno portato ad una riduzione delle prestazioni pensionistiche erogate dal 2010, tra il 6,3% e l'8,3%. Ma anche l'agganciamento dell'età pensionabile alle aspettativa di vita che partirà dal 2015, che è frutto delle novità contenute nella legge 102/2009. Inoltre, ogni quinquennio, la stessa norma, prevede ulteriori aggiornamenti.
I nuovi scenari pensionistici, frutto del sistema contributivo che a regime interesserà tutti i lavoratori, consentiranno ai consulenti del lavoro di valorizzare le proprie competenze in materia e fornendo un fondamentale servizio alla collettività. Un ulteriore aspetto affrontato è stato quello dell'interpretazione autentica della norma che prevede il criterio della prevalenza per definire l’iscrizione alla gestione commercianti artigiani o coltivatori diretti, e ove ricorra alla gestione separata. Ciò comporterà l'obbligo della doppia iscrizione alle due gestioni per coloro che svolgono anche l’attività ad esempio di amministratori di società. Una norma su cui tutti hanno evidenziato l'inciviltà giuridica in quanto su tale aspetto era intervenuta di recente la Cassazione a sezioni unite accogliendo le tesi dei contribuenti che ritenevano che tale obbligo non sussistesse. Tale modifica – è stato ancora sottolineato – se da una parte chiude i contenziosi in essere, in virtù dell’effetto retroattivo, dall’altra genererà certamente nuovo contenzioso mirato a definire se la modifica abbia effetto meramente interpretativo e come tale effettivamente retroattiva ovvero non sia da considerare novativa e come tale con effetto dal momento di emanazione in avanti.
Redditometro cavallo di battaglia nella lotta all'evasione
Così Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate nel suo intervento al Festival dei Consulenti del lavoro di Treia. Uno strumento accertativo che è stato modificato dalla recente manovra fiscale per un rilancio in grande stile al fine di consentire di raggiungere l'obiettivo degli oltre 9 miliardi di euro attesi dal provvedimento. Un redditometro che si presenta diverso perchè in precedenza risultava “obsoleto e quindi superato “ - ha ricordato Befera - ma che in futuro verrà invece calato nella realtà tenendo conto della territorio e della situazione familiare del contribuente. “ In ogni caso – ha proseguito – rimane garantito il contraddittorio in cui il contribuente potrà giustificare lo scostamento. La strategia dell'Agenzia per la lotta all'evasione è quella di infastidire il meno possibile i contribuenti ma colpire gli evasori e la stiamo attuando utilizzando le nostre banche dati che risultano sempre più precise”. Anche nell'elaborazione degli studi di settore si è tenuto conto della fase delicata che stiamo vivendo. Ha ricordato che “ per il secondo anno gli studi sono stati revisionati per la effetto della crisi. Studi che vengono valutati sul territorio attraverso gli osservatori locali ”.
I tirocini formativi: modalità operative e proposte di modifica legislativa
Il tirocinio formativo è uno strumento storico per orientarsi nel mondo del lavoro. Negli anni è cambiato il contesto legislativo di riferimento fornendo maggiore interesse allo strumento legislativo. Nello spazio dedicato hanno tracciato i punti di forza e di debolezza a vantaggio delle imprese e dei lavoratori interessati gli esperti Enzo De Fusco, Sergio Giorgini, Enrico Limardo, Paolo Pascucci.
Sostegno anche al lavoro professionale ed autonomo. Lo hanno detto il sen. Giuliano Cazzola ed il sen. Tiziano Treu, durante il Festival di Treia organizzato dai Consulenti del Lavoro. La protezione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in Europa non c'è da nessuna parte. Cambiano i lavori ma non cambiano le norme che lo regolano.Lo Statuto è obsoleto ed occorre un tutela del lavoro che vada oltre quello subordinato. Aspetti condivisi da Giuliano Cazzola, vice presidente della Commissione Lavoro alla Camera e Tiziano Treu, vice presidente della XI Commissione del Senato durante l'intervento al Festival del Lavoro di Treia (Mc), moderato da Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro. Sono due milioni i professionisti iscritti agli Ordini ed hanno mediamente meno di 40 anni, ha sottolineato Rosario De Luca, ed al lavoro professionale bisogna restituire la dignità costituzionale che gli compete. Lo Statuto dei lavori al quale sta lavorando il Ministero del Lavoro Maurizio Sacconi va in questa direzione – ha evidenziato Cazzola – perché si occupa della tutela di tutti i lavori ed uno dei principi cardine è quello dell'autotutela . Le casse di previdenza professionali dovrebbero poter estendere il proprio ruolo mediante l'erogazione di altre prestazioni che vadano oltre quelle previdenziali, ha proseguito. Detassare lo start up dei giovani professionisti – ha rimarcato Treu - e c'è bisogno di sostegni alle piccole imprese. E' necessario un pacchetto di norme che diano protezioni nei momenti di difficoltà e sostegni per formazione ed investimenti. Ora gli aiuti sono a favore delle grandi aziende, ha aggiunto. D'accordo sulla necessità di una revisione dello Statuto dei lavoratori perché dopo 40 anni ha bisogno di un aggiornamento. Ha avuto il merito di riconciliare i lavoratori e le imprese quando è stato approvato, ma ora il lavoro è cambiato rispetto agli anni '70 quando le piccole imprese erano marginali rispetto all'attuale sistema produttivo italiano, ha ricordato Cazzola. Si pensi alle norme sugli impianti audiovisivi - ha ricordato Treu, ma anche al cambio di mansioni che può rivelarsi in alcuni casi controproducente per la tutela del posto di lavoro.
Certificare la propria professionalità per un nuovo mercato del lavoro
Creare un mercato delle professionalità. Questa la parola d’ordine dei Consulenti del Lavoro, e non solo. Durante il convegno “Esperienza in Paesi del Mediterraneo”, che si è tenuto oggi, si è parlato di come molto spesso si trascura il motore dell’economia: il lavoro. Il Tesoriere del Consiglio Nazionale, Pietro Panzetta, ha ricordato come i vertici di Categoria sono sensibili agli aspetti etici del mondo dell’occupazione, e proprio per questo sono stati coinvolti nel gruppo di lavoro del CNEL. È forte la necessità di “parlare di politiche del lavoro unitarie senza che si pongano accenti su aspetti geopolitici”. Il nostro Paese ancora non ha capito l’importanza che ha nel contesto socio-politico del lavoro: quando lo capirà, “si renderà conto di quanto ha perso”. Natale Forlani, neo Direttore Generale dell’Ufficio Immigrazione del Ministero del Lavoro, ha sottolineato come la costruzione del piano dell’integrazione, approvato dal Consiglio dei Ministri, sia un’occasione molto importante, anche se non ha avuto una sufficiente copertura mediatica. La novità di questo piano è il cambiamento di marcia: fino ad ora in Italia la politica dell’immigrazione è sempre stata impostata in chiave congiunturale. L’imperativo è “passare a una programmazione a lungo termine”, con l’obiettivo di qualificare il proprio bisogno di immigrazione, immigrazione che è la “coscienza etica di un paese”. Il problema fondamentale è che non sono gli operatori autorizzati ad occuparsi della domanda e dell’offerta del mondo del lavoro, ovvero le agenzie per il lavoro e i Consulenti. Luigi Battista, Docente di Diritto del Lavoro, ha posto l’accento sulle differenze di approccio al problema di tre Paesi dell’area mediterranea: Spagna, Francia, Italia, analizzando vantaggi e fattori di difficoltà per ognuno di essi. Il Diritto del lavoro deve “disciplinare le regole dell’economia”, dopo aver recepito i fabbisogni indicati dalla politica. La Dottoressa Menghetti, Centro dell’Impiego della Provincia di Imperia, ha comunicato la propria esperienza sul campo: Imperia è una provincia transfrontaliera, che vede ogni giorno 5000 persone spostarsi verso la Francia. La provincia ha intrapreso molti progetti soprattutto a carattere formativo, ad esempio organizzando con successo molti tirocini o informando gli studenti della zona della possibilità di aderire ai convegni per lavori estivi che si tengono a Nizza, con possibilità concrete di incontro con datori di lavoro. Proprio la formazione è stato uno dei temi principali dibattuti alla fine dell’incontro: bisogna ideare una formazione che contribuisca a creare un mercato delle professionalità, e che crei una formazione permanente utile anche nei momenti di disoccupazione. La nostra conoscenza del mondo del lavoro può essere una marcia in più nel confronto con gli altri Paesi dell’area mediterranea, e dell’Europa intera? Può bastare, hanno concordato tutti i relatori, a condizione che tutti gli attori del mercato del lavoro, lavoratori e non, tornino a responsabilizzarsi veramente.