| Questo spazio è riservato alla pubblicazione di articoli di ordini, associazioni o enti. Se vuoi avere anche tu il tuo spazio per scrivere contattaci |

Non si placano le polemiche e le prese di posizione sulla riforma della professione forense. Seda una parte, Guido Alpa, presidente del Cnf, plaude e spinge per il varo, seppure con alcuni aggiustamenti, del testo varato dalla commissione Giustizia del senato, dall’altra non si placano le polemiche. Si va dall’Aiga e dall’Associazione nazionale Forense, che chiedono maggiori spazi per i giovani con un equo compenso per praticanti avvocati e collaboratori, alla bocciatura secca della associazioni degli utenti che bollano il provvedimento come corporativo. Ecco le principali osservazioni raccolte in una breve sintesi.
∑ Alpa (Cnf), subito riforma forense
'Vogliamo leggere la riforma in Gazzetta Ufficiale: non è una riforma corporativa, piuttosto comporterà alcuni sacrifici come l'accesso più difficile, l'aggiornamento per tutta la durata della carriera, l'assicurazione obbligatoria a copertura degli eventuali errori professionali, e gli Ordini saranno chiamati a svolgere compiti anche sociali, come nella conciliazione'. Lo ha detto Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense, intervenendo alla sesta conferenza nazionale dell'Avvocatura dell'Oua in corso nella sala congressi dell'hotel Cavalieri Hilton. Alpa, in sostanza, ha auspicato la rapida approvazione della riforma dell'ordinamento professionale già passata in Commissione Giustizia al Senato. Alpa, inoltre, chiede che sia riconosciuto, alla stessa Avvocatura, 'il potere di regolamentare la propria professione' riferendosi alla previsione del testo di riforma del ddl che assegna al ministro della Giustizia la prerogativa di approvare i regolamenti attuativi della riforma.
∑Aiga, equo compenso per praticanti avvocati e collaboratori
Il presidente dell'Aiga Giuseppe Sileci, intervenuto alla IV Conferenza nazionale dell'Avvocatura a Roma, ha valutato positivamente la riforma forense approvata nei giorni scorsi dalla Commissione giustizia del Senato ed ha auspicato che il testo possa essere ulteriormente migliorato dai lavori dell'Aula. Il presidente dell'Aiga ha chiesto infatti che sia "reintrodotto l'obbligo dell'equo compenso a favore dei praticanti Avvocati e dei giovani Avvocati di studio" ed ha ribadito la necessità di "elevare il dovere di formazione permanente a principio valido per tutti gli Avvocati, senza nessuna eccezione, e non solo per i professionisti più giovani". Sileci ha proseguito stigmatizzando la scelta di escludere dall'aggiornamento permanente gli Avvocati cassazionisti, gli Avvocati specialisti, gli Avvocati con oltre 20 anni di iscrizione, per limitarsi a quelli che svolgono l'attività professionale. Infine il presidente Sileci concludendo il proprio intervento ha richiamato "la classe politica alla improrogabile riforma dell'accesso all'Università" sottolineando come "il sistema paese abbia oggi estrema necessità di saperi tecnici mentre è evidente l'elevato numero di professionalità (laureati in lettere e giurisprudenza) che non hanno adeguati sbocchi professionali".
∑ Anf, in riforma ordinamento forense troppe norme antigiovani
'Il ddl sulla riforma dell'ordinamento forense approvato in commissione Giustizia del Senato deve essere migliorato. L'esame a tappe forzate di quest'ultima settimana ha provocato più di una incongruenza'. È quanto afferma il segretario nazionale dell'Associazione nazionale forense (Anf), Ester Perifano, che indica in articolare due aspetti che ritiene trascurati nel provvedimento: il procedimento disciplinare e l'accesso per i giovani. Per quanto riguarda il primo aspetto 'non è chiaro fin dove arriva il potere regolamentare del governo e dove inizia quello del Consiglio nazionale forense' rimarca Perifano, secondo cui il ddl 'non assicura la terzietà del giudizio'. Circa l'aspetto dell'accesso, prosegue il segretario Anf, 'allo stato la riforma è 'antigiovani', in quanto si è creato un percorso ad ostacoli e, quel che è più grave, discriminatorio. Si chiede rigore e serietà ai giovani, mentre un 'vecchio' avvocato con 20 anni di esperienza professionale può tranquillamente autocertificarsi la specializzazione. Così si usano due pesi e due misure'.
∑ Agcom, incompatibilità su processo civile ordinamento forense
L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha inviato una segnalazione al governo sui recenti disegni di legge in tema di ordinamento forense nonché sulla Legge Delega 69/2009 in materia di riforma del processo civile. Nella segnalazione l'Agcom sottolinea che alcune disposizioni relative alle conciliazioni e ai procedimenti davanti alle Autorità indipendenti risultano mal compatibili con le norme comunitarie già vigenti a tutela degli utenti dei servizi di comunicazioni elettroniche. 'In particolare - si legge in una nota dell'Autorità - non può essere condivisa la scelta di obbligare gli utenti ad avvalersi della difesa tecnica di un avvocato nelle procedure di conciliazione e nei procedimenti davanti alle Autorità: la direttiva 2002/22/CE, infatti, che regola i diritti degli utenti in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica, stabilisce che 'gli Stati membri devono assicurare procedure extragiudiziali trasparenti, semplici e poco costose per l'esame delle controversie irrisolte'. È evidente, allora, che la necessaria presenza di un avvocato, con il suo ruolo tipicamente difensivo, può da un lato irrigidire la semplicità delle procedure e, dall'altro, comporta certamente un aumento dei costi che, specialmente nelle liti di ridotto valore (quali sono generalmente quelle in materia di comunicazioni elettroniche), davvero non è auspicabile. In conclusione, quindi, Agcom ritiene che la materia debba continuare ad essere disciplinata dalle proprie norme speciali, emanate in applicazione di quelle comunitarie, che lasciano libere le parti di agire personalmente o con il solo ausilio delle associazioni di consumatori. Bisogna evitare di inceppare il funzionamento di un sistema che ha dato buona prova: nel 2008, per esempio, degli 80.000 casi di tentativi obbligatori di conciliazione presentati per la risoluzione delle liti in materia di comunicazioni elettroniche davanti ai Corecom, alle Camere di Commercio o alle commissioni paritetiche di aziende e associazioni, oltre il 60% si è risolto in via transattiva, con picchi, in alcuni casi, del 98%, e in tempi abbastanza rapidi'.
∑Codacons, una riforma corporativa
"Se la riforma venisse approvata con il testo licenziato dalla Commissione, si tratterebbe dell'ennesima vittoria di una lobby. In questo caso sarebbe il trionfo della casta degli Avvocati presenti in Parlamento che ripristinerebbero i privilegi aboliti dalle lenzuolate Bersani. Una riforma corporativa che contrasta con le indicazioni fatte in questi anni dall'Autorità' Antitrust e recepite dal Governo precedente". È l'opinione del Codacons dopo che, si legge in una nota, la commissione giustizia ha licenziato il testo sulla riforma dell'ordine forense. In particolare, afferma il coordinamento, 'verrebbero ripristinate le tariffe obbligatorie minime ed il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti, ossia la possibilità di parcelle negoziabili tra le parti e legate al raggiungimento del risultato. Si tratta di modifiche che vanno a danneggiare i consumatori, specie i più poveri e quelli che devono intraprendere piccole cause bagatellari, ma anche i giovani Avvocati ai quali, per usare le parole di oggi del presidente del Senato, bisogna consentire di raggiungere gli stessi risultati ed obiettivi che Avvocati, che svolgono da tempo la professione, hanno già conseguito. Inoltre chi mai farà causa anticipando le spese se tolgono il patto di quota lite? Sono molti i parlamentari che si riempiono la bocca con la parola libero mercato, ma poi sanno solo difendere i propri privilegi. Purtroppo, conclude la nota, in Parlamento non ci sono rappresentanti dei consumatori, ma solo professionisti che vogliono impedire che ci sia una vera concorrenza nell'esercizio della loro professione.
∑ Cittadinanzattiva: Riforma forense favorisce avvocati
"I cittadini non sono contenti dei loro Avvocati. Lo dicono le centinaia di segnalazioni arrivate in questo primo anno di attività al servizio Pit giustizia di Cittadinanzattiva e raccolte nel primo Rapporto Pit sul servizio giustizia. Ma questo disagio della popolazione e' passato del tutto inosservato, finora, nel processo in corso di riforma dell'ordine forense". Queste le dichiarazioni di Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, nel giorno di apertura del Congresso dell'avvocatura. "Una riforma che invece di aprire alla libera concorrenza", aggiunge Petrangolini, "introduce ostacoli all'esercizio della professione e misure che, se approvate, provocheranno un ulteriore aumento di costi e di disagi per i cittadini che chiedono di tutelare i propri diritti. Ancora oggi sentiamo dire da parte dei rappresentanti dell'avvocatura che la riforma dell'ordinamento forense non sarebbe una riforma corporativa e autoreferenziale - ha continuato Petrangolini - - Queste affermazioni, purtroppo, sono in contraddizione con l'evidenza dei fatti e con i contenuti delle norme in discussione in Parlamento. Con questo atteggiamento, la sfiducia dei cittadini e i dubbi sulla professionalità e sulla deontologia professionale dei propri legali non potranno che aumentare. Proprio per questi motivi, sarebbe un grave errore, da parte delle principali organizzazioni di categoria, preferire al dialogo con le organizzazioni di tutela dei cittadini e dei consumatori e con le Autorità garanti, la strada più corta e facile di un confronto tutto interno al mondo politico, alla ricerca di un miglioramento del proprio status. Ancora una volta a pagare il conto finale, che si preannuncia molto salato, sarebbero i cittadini".