Anno III - Numero 199 - Chiuso in redazione: Martedi 18 Novembre 2008 alle ore 16:00 archivio storico

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Manuale del processo telematico

Il Processo Civile Telematico in parole semplici, consta della possibilità da parte dell’avvocato di poter, da studio, dotato solo di un personal computer e di un collegamento a Internet, aprire un nuovo procedimento giudiziario, collegandosi al sistema Giustizia, in modo sicuro e raggiungendo l’Ufficio Giudiziario periferico di destinazione per depositare note di iscrizione a ruolo ed atti o per consultare i fascicoli informatici e i Registri di Cancelleria, in modo remoto, senza doversi invece come succede oggi, recare fisicamente in Cancelleria, magari solo per sapere una semplice la data di una scadenza. Il tutto in tempo reale, a livello nazionale, e con modalità super sicure. Questo comporterà a regime uno snellimento delle attività del giudice e delle cancellerie inimmaginabile, per velocità, semplicità e economicità di gestione. Il Processo Civile Telematico rappresenta perciò uno dei più importanti progetti di e-governement che la P.A. abbia messo in cantiere, e si avvia perciò a diventare una concreta e felice realtà per il mondo della Giustizia in generale e per il mondo Forense in particolare. Va subito anche detto a scanso di equivoci, che il Processo Telematico in realtà non è un nuovo tipo di processo civile, con regole nuove, ma è più semplicemente l'introduzione di strumenti informatici nel tradizionale processo con l'obiettivo di creare un'efficiente cooperazione telematica tra gli attori del processo medesimo. Questo progetto quindi istituisce, disciplina ed organizza le modalità attraverso le quali i documenti giudiziari, in formato elettronico, attraverso la rete web, vengono prodotti, depositati, notificati, consultati e utilizzati dagli operatori pubblici (personale di cancelleria, giudici, ufficiali giudiziari, Avvocatura della Stato e delle amministrazioni pubbliche) e privati (avvocati, CTU, CTP e notai) coinvolti nel processo.Uno dei primi problemi che sono stati affrontati, è stato quello della formazione dei soggetti utilizzatori di queste tecnologie e del sostegno alla crescita di una sensibilità e cultura dell'innovazione in un mondo, quello legale, che, tradizionalmente, si e' spesso dimostrato se non impermeabile almeno ostico all'introduzione di innovazione tecnologica e strumenti informatici. Un grosso sforzo è stato fatto in tal senso, di formazione ed acculturamento di tutti gli attori protagonisti di tale innovazione. Ma vediamo brevemente le modalità del Processo Telematico sotto il profilo funzionale. Tutti i collegamenti telematici (sia per la consultazione dei registri di cancelleria che per l'invio e deposito degli atti presso la stessa) passano attraverso il Punto di Accesso al quale l’avvocato dovrà essere iscritto, e del quale parleremo nel paragrafo successivo. Se, per esempio, il nostro avvocato è iscritto presso il Consiglio dell' Ordine di Napoli e vuole effettuare una consultazione dei registri di cancelleria o depositare un ato, dovrà collegarsi al sito www.accessogiustizia.it, gestito dalla società Lextel alla quale il Consiglio dell'Ordine di Napoli ha affidato in outsourcing la gestione del punto di accesso stesso.  Quando l'avvocato cercherà di entrare, nella sezione dedicata all'erogazione del servizio PCT, il sistema gli chiederà di farsi riconoscere, richiedendo l'attivazione del certificato di autenticazione e di iscrizione a ruolo, contenuto nella sua smart-card: l'avvocato, quindi, dovrà inserire la sua smart-card nell'apposito lettore collegato al computer e dovrà digitare il PIN che consente di sbloccare la carta. Il sistema, effettuata l'identificazione dell'avvocato, consentirà la consultazione dei Registri di Cancelleria e in particolare dei dati dei procedimenti in cui risulta costituito: potrà quindi da studio, esaminare e ricostruire tutti gli eventi processuali che si sono verificati in un determinato processo; potrà verificare eventuali scadenze ed adempimenti, potrà monitorare lo scioglimento di una riserva o il deposito di un provvedimento del giudice; potrà controllare eventuali attività fuori udienza della controparte in quanto il sistema gli può mostrare tutti gli eventi processuali verificatisi dalla data dell'ultima consultazione. Analoga procedura riguarda la consultazione del fascicolo processuale elettronico e dei provvedimenti del giudice. Quindi l'avvocato ha la possibilità consultare e, quindi, di acquisire copia dell'intero fascicolo processuale e dei provvedimenti del giudice, dal proprio studio o comunque da qualsiasi luogo collegato ad internet. Delocalizzazione, dilatazione dei tempi di accesso alla cancelleria telematica (H24), completezza e tempestività dei controlli, esportabilità automatica dei dati sui sistemi gestionali interni e sull'agenda elettronica dello studio, acquisizione dei documenti processuali senza necessaria mediazione del personale di cancelleria con contestuale abbattimento dei costi, sono alcuni dei vantaggi più semplici e diretti che il servizio può offrire. Sicuramente più complessa e' la gestione dei servizi del Processo Telematico, per depositare atti processuali. Infatti, la predisposizione e il deposito telematico di un atto processuale è sicuramente più articolato e richiede, anche per la delicatezza dell'attività medesima, maggiore attenzione e padronanza degli strumenti che si usano. Il processo, che dalla redazione dell'atto arriva all'invio dello stesso, attraversa varie fasi, ma alla fine funzionalmente si ottiene la medesima semplificazione e snellimento, nel senso che da studio l’avvocato, dopo avere compilato e predisposto tutti gli atti ed averli firmati digitalmente, attraverso il Punto di Accesso, confeziona e spedisce una busta, contenente tutti gli atti, che raggiunge telematicamente l’Ufficio Giudiziario di competenza, e se è tutto corretto, viene restituita la ricevuta che attesta, sotto ogni profilo legale, l’avvenuto deposito degli atti.  

 
 

IL RUOLO DELLA LEXTEL: IL PUNTO DI ACCESSO

 

Si è finora ripetutamente menzionato, nella descrizione delle funzionalità del Processo Telematico, il cosiddetto Punto di Accesso. Per far si che gli avvocati possano accedere al sistema Giustizia gli stessi dovranno avvalersi del servizio di un cosiddetto Punto di Accesso, che fa da garante loro e si prende cura di metterli in comunicazione e di fornire tutti i servizi necessari per l’espletamento di tale attività. Da un punto di vista infrastrutturale invece il Punto di Accesso è l'insieme di apparecchiature hardware,programmi software ed applicativi che permette di stabilire una connessione via Internet con il sistema di controllo degli accessi al Processo Telematico. La connessione utilizza protocolli (HTTPS) che consentono di stabilire un canale trasmissivo sicuro e crittografato. L’espletamento di tale importante e delicato servizio passa per una fase di certificazionetecnica e di “onorabilità finanziaria” della azienda in questione, a cura del Ministero stesso della Giustizia, che ha scritto le regole tecniche a cui rispondere al fine di poter operare in tale ambito.La società Lextel, da anni vicina al mondo della avvocatura, a cui da tempo fornisce servizi telematici di altra natura, al servizio sempre della attività professionale di studio, quali ad esempio l’accesso alle banche dati di pubblica utilità della PA (Camere di Commercio, Catasto, Conservatoria, PRA, ecc., ecc.), è stata la prima società a certificarsi appunto quale Punto di Accesso per la erogazione del servizio al Processo Telematico. In tale nuovo ruolo, la azienda sta quindi accompagnando ed aiutando il mondo della avvocatura in tale profonda trasformazione innovativa del modo di lavorare, ed è fortemente impegnata nella diffusione, formazione e conoscenza delle principali funzionalità connesse all’utilizzo di tali importanti funzioni di consultazione e spedizione atti via web.

 

NAPOLI: VALORE LEGALE AI DECRETI INGIUNTIVI

 

A Napoli da oltre un anno la società Lextel lavora in stretta cooperazione con tutti i protagonisti di tale importante avvio, coordinando quindi la realizzazione di tale importante progetto al fine di dare vita coll’Ordine Forense di Napoli a tale importante servizio telematico. Dopo oltre due mesi di sperimentazione cosiddetta “parallela”, che ha riguardato l’inoltro e la gestione sia cartacea che, appunto, in parallelo elettronica di circa un centinaio di decreti ingiuntivi, con esito molto positivo, lo scorso 10 ottobre la DGSIA (Direzione Generale Sistemi Informativi Automatizzati) del Ministero della Giustizia, ha rilasciato valore legale a Processo Civile Telematico, per quanto attiene i decreti ingiuntivi. Anche se esiste già da oltre un anno e mezzo anche a Milano tale funzionalità, Napoli (e le altre che seguiranno) è la prima ad essere effettivamente operativa nella funzionalità standard cosiddetta distrettuale, la stessa che viene adesso perciò propagata e diffusa su tutti gli altri distretti giudiziari e che consente di avere installato presso gli Uffici Giudiziari distrettuali il nuovo sistema applicativo, chiamato SICID, alla base e prerequisito di tale profonda trasformazione, che ha visto quindi “distrettualizzata” la modalità applicativa con cui accedere alle funzionalità del Processo Telematico. Napoli è stata ed è ad oggi la prima in tale  modalità. Adesso da studio a Napoli tutti potranno usufruire di tale nuova modalità, comunicando da e per la Giustizia in modalità web.  


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