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le interviste
Mondo forense e sistemi di gestione: anche l'Aiga promuove la qualità organizzativa
di Giovanna Stumpo
Al pari di qualsiasi organizzazione, lo Studio legale si compone di persone, processi, sistemi operativi. Anche nello Studio legale le persone (direzione, professionisti, dipendenti e staff) hanno cioè un ruolo ben definito e, congiuntamente ai sistemi operativi (sistemi informatici di gestione delle informazioni/delle fonti di conoscenza e banche dati; SW di gestione, sistemi di intranet/internet; dotazioni della biblioteca ec.), costituiscono le risorse (fisiche e strumentali) della struttura organizzativa. Come per ogni altra organizzazione, anche per lo Studio legale è poi possibile individuare e classificare i processi che si attuano nello sviluppo del lavoro e delle attività quotidiane; e porli in correlazione alle risorse fisiche e strumentali. Ciò che tuttavia differenzia la realtà legale dalle altre organizzazioni del settore manifatturiero o del terziario, è l’assenza di un metodo univoco e codificato di gestione, che sia capace di ricondurre a sistematicità le persone, i sistemi operativi ed i processi. La tendenza della più parte delle realtà legali italiane, soprattutto di medio piccole dimensioni è infatti quella di gestire la struttura interna e le modalità di sviluppo del lavoro in modo non pianificato o scritto; facendo riferimento ad abitudini comportamentali, spesso consolidatesi nel tempo, sulla base di prassi, consuetudini e usi. Ma se è vero, come è vero, che lo Studio legale costituisce nel suo complesso un “microcosmo” estremamente complesso ed articolato, con caratteristiche e logiche di processo ad altissima elevazione di personalizzazione, altrettanto vero è che le tecniche ed i metodi di organizzazione e gestione (alias di management) che valgono per altre e diverse realtà di business e che sono riconosciute come standard –spesso internazionali- di successo, ben possono costituire utili esempi e, con gli opportuni adattamenti alla specificità legale, fungere da validi strumenti per lo sviluppo di un modello di organizzazione, gestione e controllo di Studio efficiente e personalizzato. Senza per questo, configgere con le regole dettate dalla normativa cogente o dalla disciplina domestica per la regolamentazione dell’esercizio della professione forense, ovvero snaturare il ruolo istituzionalmente riconosciuto al professionista; di garante della corretta applicazione del diritto e di tutela degli primari interessi del cliente. È in questa ottica che, sulla scia di precedenti iniziative in favore dei propri iscritti, AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati) si è fatta promotrice di una iniziativa volta a favorire la diffusione della conoscenza applicativa delle norme internazionali e tecniche ISO 9000 sui Sistemi di Gestione Qualità tra i propri iscritti (si vedano nel sito Internet www.AIGA.it il Manabile sull’Organizzazione dello Studio Legale e la convenzione AIGA - Studio Baldin Euroquality S.r.L. per offrire agli iscritti, un percorso di “organizzazione in qualità” a condizioni di particolare favore). Come ci rappresenta il Presidente AIGA Avv. Giuseppe Sileci infatti, anche in ambiente forense gli scenari organizzativi sono sempre più “gruppali”. Espongono sempre più i singoli all’incontro con altri, portatori di capacità diverse ed integrative. Richiedono risposte comuni, a situazioni sempre più complesse ed articolate. “Il principale fattore che ha determinato una graduale diffusione delle tecniche di organizzazione e management all’interno del settore legale”- spiega l’Avv. Sileci -“è la costante crescita degli Studi legali, frutto dell’aggregazione tra più professionisti, all’interno dei quali, come è ovvio, occorrono regole organizzative ben precise, anche concernenti le figure apicali. Di certo, in un futuro prossimo, la accresciuta competizione nel mercato dei servizi legali potrebbe essere affrontata ricorrendo, sempre più consistentemente, a tecniche organizzative e di management che sono indiscutibile espressione di qualità. È indubbio infatti che l’Avvocatura intera è, oggi in una fase di grande trasformazione. E che sono in costante crescita i professionisti che credono nel valore aggiunto della qualità organizzativa, ossia nell’utilità di affiancare ad un elevato livello di competenze tecniche una buona capacità di organizzare il proprio Studio. In tal senso ritengo anche che qualora il DDL di riforma dell’ordinamento forense, attualmente in discussione in Senato dovesse essere approvato nei termini richiesti dall’Avvocatura, la nuova disciplina avrebbe un sicuro impatto sui temi dell’organizzazione e del management negli Studi legali; il progetto di riforma viaggia infatti nella direzione della modernità. Ed in uno Studio legale contemporaneo si deve discutere di pubblicità, multidisciplinarità e “qualità”, affidando le scelte non al caso ma a soggetti dotati di specifiche competenze”. Concorde sul punto anche il Dott. Andrea Baldin, titolare di Studio Baldin Euroquality S.r.L.. “Il ricorso a guidelines di comportamento e metodologia organizzativa vincolanti per le risorse interne non rappresenta più appannaggio solo degli Studi di derivazione straniera ma” – rileva il Dott. Baldin – “i Sistemi di Gestione ISO 9000, approdano infatti sempre più di frequente anche negli Studi legali di stampo tradizionale e di piccole dimensioni. In cui il Titolare necessita di un modello di riferimento per riorganizzare la distribuzione dei ruoli e dei carichi di lavoro, ovvero per affrontare il passaggio generazionale o, ancora, per differenziarsi dalla concorrenza, conseguendo la certificazione di qualità; strumento di comunicazione informativa ammesso dal Codice deontologico forense, spendibile in affiancamento al logo di Studio, su tutti i principali strumenti di marketing legale. Ma non solo. Lo standard ISO è anche indicato per favorire lo Studio, nel passaggio all’esercizio della professione in forma allargata; è cioè utile per formalizzare la regolamentazione organizzativa di aggregazioni di Studi, quali le associazioni, le fondazioni, ed i network. Formule queste ultime dette, particolarmente vantaggiose proprio per i giovani avvocati che si prefiggono obiettivi di durevolezza e competitività nel mercato”.
AIGA per Statuto, si propone di:
o tutelare i diritti dell’Avvocatura,
o garantire ai praticanti e ai giovani avvocati una idonea formazione professionale,
o agevolarne l’accesso all’esercizio della professione forense;
o vigilare sul rispetto dei diritti fondamentali della persona ed in particolare sul diritto ad una
effettiva difesa e ad un processo equo e di ragionevole durata;
o rafforzare la funzione difensiva sia nella giurisdizione che nelle modalità alternative di risoluzione delle controversie;
o diffondere i valori della professione forense, riaffermandone la rilevanza costituzionale e la specificità nei processi di integrazione con le realtà sociali ed economiche;
o promuovere lo sviluppo delle competenze forensi e l’armonizzazione delle norme professionali in campo internazionale.
Per raggiungere tali scopi, AIGA:
o organizza, anche avvalendosi della Fondazione AIGA Tommaso Bucciarelli, attività scientifiche e culturali;
o promuove e mantiene rapporti con le rappresentanze del mondo forense e giudiziario, istituzionali e politiche, sociali e culturali;
o studia, propone e sostiene soluzioni, anche normative, corrispondenti all’evoluzione della domanda di giustizia e della professione forense;
o promuove e sostiene la presenza della giovane avvocatura nelle istituzioni e negli organismi forensi e giudiziari.
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