Anno V - Numero 148 - Chiuso in redazione: Venerdi 03 Settembre 2010 alle ore 16:15 archivio storico

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Cadiprof vola oltre quota 200 mila

Sfondato il tetto dei 200 mila. Al 30 aprile 2010 i dipendenti iscritti alla Cassa di assistenza sanitaria integrativa degli studi professionali (Cadiprof) hanno raggiunto quota 200.692, oltre 26 mila lavoratori in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ancora una volta la popolazione femminile ribadisce il suo predominio negli studi, con una percentuale pari all’88% dei dipendenti, la maggior parte delle quali ha un’età compresa tra i 26 e i 45 anni. Si conferma poi un altro dato fondamentale per il comparto, nonostante le difficoltà affrontate dai titolari degli studi nel corso della crisi economica in atto: la stabilizzazione del rapporto del lavoro. Sono infatti quasi 160 mila i dipendenti con un contratto a tempo indeterminato contro i 2.400 con un contratto a termine. Sono i primi dati forniti dalla Cassa nell’aggiornamento statistico degli iscritti alla fine dello scorso aprile e resi noti nei giorni scorsi dall’ente presieduto da Gaetano Stella. “Per la prima volta nella breve storia della Cassa abbiamo raggiunto un traguardo importante, che premia la nostra attenzione ai reali bisogni di assistenza sanitaria integrativa dei dipendenti degli studi” commenta il numero uno di Cadiprof. “Grazie al Piano sanitario e al Pacchetto famiglia siamo riusciti infatti a garantire agli iscritti nuove prestazioni e coperture sanitarie che non trovano riscontro in altri comparti”. Nel corso del 2009, nell’ambito del Piano sanitario, sono state erogate oltre 74 mila prestazioni ai dipendenti iscritti alla Cassa. L’incidenza maggiore, pari all’81% del totale, riguarda l’area specialistica (visite, ticket e diagnostica strumentale), mentre l’area gravidanza (indennità e accertamenti), assieme all’area odontoiatrica (visite e detartrasi) rappresentano coperture in forte espansione. L’altro pilastro della Cadiprof sul fronte dell’assistenza sanitaria integrativa è il “Pacchetto famiglia”. Incrociando gli ultimi dati sulle prestazioni con le statistiche degli iscritti balza subito all’occhio la corretta impostazione delle linee di intervento messe in campo dalla Cassa. Tra il 1 ottobre 2009 e il 30 aprile 2010 sono state presentante complessivamente 4.170 domande di rimborso, la maggior parte delle quali rivolte all’assistenza pediatrica e all’asilo nido che insieme coprono quasi il 92% delle richieste da parti dei dipendenti, confermando il successo della Cassa presso la popolazione di giovani donne presenti negli studi. Quanto alle domande relative alla non autosufficienza (allargata anche ai familiari dei dipendenti) la percentuale scende a quasi il 6,5%, mentre la copertura gravi eventi ha una rilevanza statistica pari allo 0,02%. Alla fine dello scorso aprile la Cassa ha rimborsato complessivamente 1,13 milioni di euro, accogliendo quasi 3 mila domande


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