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Il volume dei prestiti alle piccole aziende è aumentato dai 5,7 mld del 2007 agli 8,1 del 2008. Gli ultimi dati resi noti dalla Banca d'Italia hanno messo in evidenza l'entità della crisi finanziaria globale, nella sua espressione più immediata di restringimento del credito per le imprese nel sistema produttivo italiano. Le cifre maggiormente significative indicano, a fine gennaio, una crescita ridotta al 7% nei prestiti alle aziende medio-grandi e al solo 1% per quanto riguarda le imprese di minori dimensioni. In questo scenario può essere utile ricordare il lavoro che sta svolgendo in Italia per le Piccole e medie imprese (Pmi) la Banca europea per gli investimenti (Bei), il braccio finanziario della Ue al cui capitale partecipano i 27 Stati membri dell'Unione. Nel settembre scorso, l'Ecofin di Nizza ha dato un mandato preciso alla Bei: aumentare i finanziamenti del 30% nel 2009 e nel 2010. Una responsabilità importante, che farà elevare sensibilmente il livello dei prestiti complessivi in essere da parte della Bei, pari a 355 miliardi a fine 2008. Tale incremento di attività si sta concentrando su tre filoni principali: i finanziamenti alle regioni svantaggiate dell'Unione nel rispetto del principio cardine dell'integrazione economica di tutte le aree geografiche della Ue; i prestiti finalizzati a combattere il cambiamento climatico, tra cui rientrano i finanziamenti alla Ricerca e Sviluppo delle imprese del settore automotive volti alla realizzazione di vetture con minori emissioni inquinanti e il sostegno alle Pmi, pilastro dell'economia continentale. All'interno della Ue, infatti, il 99% del totale delle imprese rientra in quest'ultima categoria. È proprio sul fronte delle Pmi che l'attività della Bei è stata ed è particolarmente importante in Italia. Ecco qualche cifra. A livello globale (includendo cioè tutti i settori e tutte le aree geografiche), i nuovi prestiti sono passati dai 47,8 miliardi del 2007 ai 57,6 del 2008 (+21! %). In Italia l'incremento tra i due periodi è stato del 48%: da 5,6 a 8,3 miliardi, e lo stock di finanziamenti in essere ha raggiunto i 45 miliardi. Per le Pmi, il volume dei prestiti della Bei è aumentato dai 5,7 miliardi del 2007 agli 8,1 del 2008. Di questi 8,1, quasi 2,5 sono andati alle Pmi italiane, che hanno visto crescere di ben due volte e mezzo i volumi rispetto all'anno precedente. Nei confronti delle Pmi, l'attività di finanziamento non è diretta, ma passa attraverso la rete del sistema creditizio domestico, che beneficia della conoscenza del territorio. A oggi la Bei lavora con 25 gruppi bancari italiani, pari a oltre l'85% degli attori del mercato. Il dato di 2,5 miliardi va spiegato meglio. La Bei, infatti, finanzia tradizionalmente una quota dei programmi per le Pmi delle banche fino al massimo del 50%. Con tale effetto leva medio si può calcolare che il valore complessivo dei progetti che si attivano grazie all'intervento della Banca europea per gli investimenti sia stato di circa 5 miliardi nel solo 2008. I progetti finanziabili attraverso il funding della Bei sono rappresentati da nuovi investimenti in beni immobili, mobili, macchinari, sviluppo di processi di produzione innovativi ma anche beni immateriali e working capital. È inoltre da ricordare l'attività del Fondo europeo per gli investimenti (Fei): controllato da Bei e partecipato da Commissione europea e aziende di credito della Ue, si occupa di venture capital e garanzie su portafogli di crediti sulle Pmi. La risposta della Bei alla crisi sta avvenendo non solo con un incremento del volume di attività, ma anche cercando di migliorare l'efficacia dell'intervento. A titolo di esempio, dal mese di dicembre è stata snellita la procedura necessaria per l'erogazione dei finanziamenti alle Pmi e sono stati semplificati gli adempimenti richiesti alle banche intermediarie al fine del monitoraggio da parte della Bei sull'effettivo utilizzo dei propri prestiti. Questo nella convinzione che una crisi eccezionale ha bisogno di misure adeguate e che la velocità di risposta è la prima di tali misure. Ovviamente la Bei da sola non può risolvere la crisi. Ma di certo, affiancando i singoli Governi nazionali nelle misure che ciascuno Stato membro Ue ha predisposto, può dare un contributo importante nel gettare le basi per una ripresa solida e duratura. I prossimi mesi saranno decisivi e la Bei, in questo avvio di 2009, sta aumentando ancora i propri finanziamenti al sistema economico europeo, pur senza sacrificare la qualità dell'analisi tecnica effettuata sui singoli progetti. Le Pmi, in questo contesto, sono una priorità di intervento. (Vai al Sito).