| Questo spazio è riservato alla pubblicazione di articoli di ordini, associazioni o enti. Se vuoi avere anche tu il tuo spazio per scrivere contattaci |
Una legge per stabilizzare il per il 5 per mille: questo l'impegno dei parlamentari Savino Pezzotta (Udc), Maurizio Lupi (Pdl) ed Ermete Realacci (Pd) preso questa mattina in occasione del convegno "Dove va il 5 per mille?" tenutosi a Milano alla Fondazione Ambrosianeum, organizzato dal gruppo VITA e dall'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano, con il supporto della Fondazione Cariplo e della Regione Lombardia. L'apertura dei lavori è stata affidata al presidente dell'Ordine Luigi Martino che ha enfatizzato la necessità di valorizzare l'istituto del 5 per mille ricordando però come sia altrettanto indispensabile incentivare gli enti alla trasparenza dell'informazione nei confronti dei contribuenti e dei donatori. Da una recente ricerca effettuata con l'Università Bocconi, ha ricordato Martino, è emerso che delle 153 organizzazioni italiane che hanno ricevuto più di cinquemila preferenze nell’assegnazione del cinque per mille, destinatarie del 38% circa delle preferenze dei contribuenti italiani solo il 33% pubblica sul sito web il proprio bilancio di esercizio e il 23% circa pubblica un documento di rendicontazione sociale integrativo all’informativa contabile. Sulla informazione bisogna allora fare tutti uno sforzo in più e "noi professionisti ci tiriamo direttamente in causa come addetti ai lavori. In questo settore non ci si rivolge a investitori specializzati né al piccolo risparmiatore, ci si rivolge soprattutto al cittadino". Martino ha infine presentato un decalogo di comportamenti virtuosi che incentivino da un lato la trasparenza degli enti erogatori e dall’altro una sempre maggiore consapevolezza del cittadino donatore. Riccardo Bonacina ha coordinato la prima parte dell'incontro affidando ai tecnici il compito di evidenziare i limiti dell'attuale versione del 5 per mille e di dare alcune indicazioni al mondo della politica per stabilizzare e migliorare l'iniziativa: si sono così alternati gli interventi di Adriano Propersi, dottore commercialista e docente al politecnico di Milano, Giorgio Fiorentini, docente all'università Bocconi e Stefano Zamagni, presidente dell'Agenzia delle Onlus. E' emerso che il 5 per mille è uno strumento ancora troppo complicato, che richiede alle non profit una serie di adempimenti, che il meccanismo così come concepito oggi è causa di esclusioni. Un'altra difficoltà riscontrata riguarda la macchina dello Stato nella fase dei pagamenti, tanto che quelli relativi al 2006 non sono ancora stati erogati. La seconda parte del convegno, moderata da Elio Silva del Sole24 Ore, è stata invece dedicata agli interventi dei responsabili delle associazioni. Rossano Bartoli (Lega del Filo d'oro) si è augurato che le promesse dei politici vengano mantenute e ha chiesto che nella nuova formulazione sia del tutto eliminato il tetto al 5 per mille. Alessandro Beda (Sodalitas) ha sottolineato come il 5 per mille sia stata un'ottima intuizione che però col tempo si è inquinata e diluita. Occore quindi riportare la legge allo spirito originario di sostegno esclusivo del non profit. Giangi Milesi (Cesvi) ha chiesto che a livello di fiscalità generale (quindi non solo in relazione al 5 per mille) l'Italia si allinei al resto d'Europa nell'opera di sostegno al non profit. Antonio Iannetta (Uisp) ha invece sottolineato come il volontariato sportivo a livello di dimensione sia il più numeroso in Italia e che le associazioni sportive dilettantistiche sono quelle più radicate sul territorio. È quindi corretto sostenere chi dal basso si impegna gratuitamente per lo sport. Franco Vannini (Istituto italiano della donazione) infine ha ricordato come il 5 per mille per tante associazioni costituisca l'occasione per far conoscere il proprio lavoro. Ha poi posto l'accento sull'importanza di una rendicontazione trasparente, come del resto del contenimento dei costi di pubblicità per il 5 per mille stesso.