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Se davvero il Presidente del Lazio Piero Marrazzo ha in mente davvero di migliorare la sanità laziale allora deve incominciare dal migliorare il primo approccio ai servizi sanitari. Con essi incrementare l’offerta e sopra tutto deve rendere confortevoli e agibili i locali dei presidi di prossimità, almeno quelli già aperti al pubblico. Questo dovrà essere fatto a partire dall’anticamera del servizio ampliando le competenze del Recup e dei medici di famiglia. Il Centro unico di prenotazione regionale a tutt’oggi, solo per dirne una, non svolge il servizio di prenotazione per la presentazione dei documenti necessari alla richiesta di invalidità, accertamento e prenotazione per l’accesso alle domande. In pratica le file per prenotare questo servizio, ancora si fanno in piedi allo sportello e in alcuni casi in locali che sono addirittura privi dell’agibilità necessaria per ospitare le persone disabili. In questo caso specifico infatti il servizio Recup non consente di prenotare l’appuntamento per le domande di invalidità e tantomeno la domanda per richiedere l’assegno di accompagno, mentre a sentire gli ultimi annunci della Giunta Regionale, il Recup pagato con i soldi dei cittadini laziali tramite le aliquote locali, prossimamente darà la possibilità di prenotare esami, visite specialistiche e indagini diagnostiche anche negli ambulatori e case di cura private. Vale a dire la stessa Regione darà la possibilità ai privati di fare concorrenza al servizio pubblico. Contraddizione vuole invece che non dà la possibilità ai suoi cittadini invalidi e disabili di accedere telefonicamente ai servizi di base come quello di prendere un appuntamento per presentare una domanda presso il distretto della propria Azienda sanitaria locale di appartenenza. Ci pensa il Presidente Marrazzo che se un cittadino è impossibilitato ad andare a fare la fila e non ha nessuno che possa ovviare a quella funzione è tagliato fuori dal servizio? Altrettanto se non ha la possibilità di arrivare per tempo agli sportelli che erogano i bigliettini numerati per gli appuntamenti. E presso questi sportelli, con gli organici ridotti al lumicino, non possono materialmente ricevere più di trenta richieste al giorno con questa vetusta modalità di prenotazione. Si dovrebbe invece allargare da subito l’accesso telefonico alle prenotazione per l’accertamento delle invalidità, le domande di invalidità e la presentazione delle domande così come dev’essere consentito anche di prendere la prenotazione per la presentazione delle domande per l’assegno di accompagno tenendo presente che sarebbe da coinvolgere nell’intervento anche il medico di medicina generale che tiene in cura il singolo paziente. In certi casi, magari i più gravi, la domanda la potrebbe presentare con il benestare dell’assistito proprio il medico di famiglia per via informatica accorciando anche i tempi di attesa per le pratiche cartacee.