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È sorprendente che il Ministro voglia istituire con il Notariato “un tavolo di consultazione permanente, al fine di individuare soluzioni per il funzionamento della giustizia civile”, senza aver mai pensato di istituire un analogo confronto con la avvocatura, i magistrati ed il personale di cancelleria, che attende da oltre dieci anni la riqualificazione professionale. Appare ancor più sorprendente, a leggere le notizie di stampa, che il Ministro pensi di risolvere i problemi della giustizia civile portando fuori dai Palazzi di Giustizia le separazioni ed i divorzi.. La proposta sembra non tenere in debita considerazione che i diritti coinvolti nei rapporti di famiglia non sono tutti disponibili, tanto è vero che in quei procedimenti è obbligatoria la presenza del Pubblico Ministero. A parte la personale curiosità di assistere al fenomeno dei PM ambulanti tra uno studio notarile e l’altro, sottrarre al controllo giurisdizionale la tutela di questi diritti per ridurli a fenomeno burocratico, in ossequio ad un malinteso concetto di “efficienza”, appare un ennesimo segnale della sottrazione alla giurisdizione di diritti fondamentali della persona. Chiunque conosca un minimo la realtà del funzionamento degli Uffici Giudiziari sa bene poi che il carico di risorse applicato a questa tipologia di procedimenti è assolutamente esiguo, e che dall’eventuale sottrazione alla funzione giurisdizionale non deriverebbe alcun serio beneficio neanche in termini di velocizzazione degli altri processi. I Giovani avvocati, che da tempo hanno messo sotto osservazione il fenomeno della erosione della giurisdizione a discapito della tutela dei diritti dei cittadini, ritengono sia necessaria una riflessione sul punto da parte di tutti i soggetti, e dedicheranno il loro prossimo congresso straordinario a Bari il 22 e 23 Ottobre a questi temi. L’AIGA sarà lieta di confrontarsi in quella sede con il Ministro Alfano e con quanti hanno a cuore le sorti della giustizia italiana.