Anno V - Numero 148 - Chiuso in redazione: Venerdi 03 Settembre 2010 alle ore 16:15 archivio storico

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Pantalone e … i fichi secchi

di Fabio Sportelli (Segretario Camera Civile Veneziana)

Pantalone e … i fichi secchi

D’accordo, non si possono fare le nozze con i fichi secchi. Dunque, se occorre varare un provvedimento, se bisogna assumere delle decisioni, devono anche essere reperite le necessarie risorse economiche. Ora, il Governo, con il maxi-emendamento alla manovra Tremonti (d.d.l. 2228) appena approvato dal Senato, ha disposto (art. 48 bis) un aumento del 10% del contributo unificato di iscrizione a ruolo. Si tratta dell’ennesimo aumento dopo quello precedente del gennaio scorso. Il provvedimento ha il dichiarato scopo di reperire le risorse necessarie (entro il limite di spesa fissato per il 2010 di 6,6 milioni di euro) al fine di procedere all’assunzione di circa 250 magistrati vincitori di concorso già concluso. Ciò, in aggiunta alle facoltà di assunzione già previste per il Ministero della giustizia dalla normativa vigente per l’anno 2010.   Se, in linea generale, si può essere d’accordo sulla necessità di procedere alla copertura delle denunciate carenze di organico della magistratura (va pur ricordato, però, che l’Italia risulta in linea con gli altri maggiori paesi europei quanto al numero dei magistrati, come non va dimenticato lo spropositato numero di magistrati distaccati presso ministeri e amministrazioni varie che, in buona parte, potrebbero essere impiegati in maniera assai più proficua), v’è probabilmente qualche cosa di più da eccepire sulla strada scelta per reperire nuove risorse economiche. Siamo alle solite. Accanto al ritocco dei pedaggi autostradali o del costo dei servizi pubblici e non potendo più fare troppo conto, come in passato, su rincari del tabacco o delle accise sui carburanti, si è scovata un’altra mucca da mungere: l’utente del servizio giustizia. Quasi non fosse sufficiente lo stato semi-comatoso nel quale versa l’apparto giudiziario, stretto tra tempi di decisione sempre più dilatati e il costante aumento delle condanne per la violazione del principio della durata ragionevole dei processi, si è pensato bene di rincarare ulteriormente il balzello per l’accesso ad una simile giustizia. Con la conseguenza che il cittadino, ancora una volta, sarà costretto a pagare di più per un servizio che lo Stato continua a non essere in grado di erogare in tempi e modi accettabili. Con l’ulteriore effetto che la domanda di giustizia, invece di essere soddisfatta in termini ragionevoli, di fatto, viene ulteriormente compressa. Certo, in tempo di crisi tanto più se a carattere internazionale, tutti i cittadini sono chiamati a fare dei sacrifici. Disdetta vuole, però, che misura come l’aumento del contributo unificato veda la luce in concomitanza con notizie quali la denuncia del malcostume delle auto blu: una flotta di 90.000 mezzi che costa ai contribuenti ben 4 miliardi di euro all’anno. Quanti nuovi magistrati si sarebbero potuti assumere con solo un decimo di tale somma? Da noi, invece, per cercare di porre in qualche modo rimedio alla disastrata macchina della giurisdizione si escogitano unilateralmente soluzioni tanto stravaganti quanto disorganiche come, ad esempio, la ventilata istituzione dei giudizi ausiliari (magistrati e professori universitari in pensione, notai,…). Una sorta di “rottamazione” dei processi civili pendenti, un arretrato di oltre 5 milioni e mezzo, già oggetto di un emendamento prontamente accantonato a seguito delle proteste generali, ma che ha tanto l’aria di essere stato un ballon d’essai visto che, a quanto sembra, la materia formerà oggetto di un disegno di legge. Insomma, tra convulsioni politiche varie, manovra economica e gli “ordinari” problemi della giustizia, prepariamoci ad un proseguimento in grande stile di questa lunga estate calda. Solo che, questa volta, il protagonista non sarà il grande Paul Newman, ma il solito e più modesto Pantalone.

                                                                  


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