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La manovra economica riapproda alla Camera per l'ultimo chilometro di un iter percorso in tutta fretta per arrivare al via libera definitivo prima della pausa estiva. Tanto che ieri Montecitorio ha insolitamente aperto le porte di domenica ai deputati, per permettere alle commissioni riunite Bilancio e Finanze di iniziare l'esame del testo modificato dal Senato, che dovrebbe così ricevere l'ok definitivo dell'Aula già domani. Una 'notte di mezza estate', come l'ha ribattezzata qualche deputato ispirato, che ha visto le commissioni Finanze e Bilancio, riunite nella Sala del Mappamondo, esaurire in due orette e mezzo di discussione l'esame del testo che nel passaggio a Palazzo Madama ha recepito 7 emendamenti e 66 correzioni formali per modificare misure che hanno suscitato non poche polemiche, come la norma anti-precari e la stretta sugli assegni sociali, oltre a correggere il tiro sulla flessibilità di bilancio, su cui erano arrivati rilievi dal Quirinale, e a rimediare a sviste macroscopiche come l'eliminazione delle sanzioni per il datore di lavoro che non concede il riposo settimanale ai dipendenti. Correzioni che però non mutano i contenuti della manovra, ha precisato il sottosegretario all'economia Giuseppe Vegas, intervenuto a nome del Governo: il Senato, ha detto rispondendo ai rilievi dei deputati, 'ha sostanzialmente ribadito i contenuti della manovra, con modestissime correzioni', confermando quindi che 'questa era la manovra giusta da fare in questo momento'. E comunque, le correzioni sono state decise anche per rimediare agli effetti scatenati dalla stampa, ha detto Vegas: 'abbiamo deciso di correggere alcune norme perché rischiavano di essere malcomprese dall'opinione pubblica'. E se la discussione di questa sera è servita a maggioranza e governo per ribadire la bontà del provvedimento, l'opposizione ha avuto modo di ribadire l''umiliazione' per il ruolo del Parlamento e, evidenziando le norme incostituzionali e discriminatorie ancora presenti nel testo del decreto, di mettere in guardia i membri del Governo sul fatto che in autunno dovranno trascorrere molto tempo a correggere gli errori contenuti nella manovra. Il lavoro delle commissioni riunite proseguirà domani mattina (con convocazione alle 9.45) per procedere al voto degli emendamenti. Che sono comunque poca cosa: 19 richieste di modifica, presentate quasi interamente dall'opposizione (18, mentre una è della maggioranza). Sarà poi la volta dell'Aula, che è convocata già domani alle 11.30 per la discussione del decreto legge. Quasi scontata la fiducia (la terza, dopo quelle di Camera e Senato), ma per il voto definitivo bisognerà attendere martedì, perché devono trascorrere le 24 ore previste dal regolamento della Camera. Dopo l'ok di Montecitorio è subito in programma un Consiglio dei ministri per discutere la Finanziaria di settembre che, promette il premier, confermerà quanto anticipato dal decreto.