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Sinceramente non capisco la pretesa del Presidente del Colap di considerarsi l’esclusivo rappresentante delle professioni non regolamentate. Fortunatamente, invece, a diverso titolo, sono molti i protagonisti che danno voce ad un mondo in continua crescita e straordinariamente dinamico. D’altra parte dovrebbe essere nel Dna di chi agisce al di fuori di strutture troppo corporative come sono gli ordini professionali, un approccio pluralistico ed aperto al confronto, sicuramente refrattario a padri-padroni che pretendono di parlare a nome di tutti. Nei mesi passati, assieme ad Assoprofessioni, cui ci lega un patto di affiliazione, abbiamo presentato all’attenzione del nostro mondo e a quella dei parlamentari due proposte di legge, una in materia di previdenza, l’altra di regolamentazione delle professioni. I nostri contributi hanno ispirato disegni di legge, presentati da numerosi parlamentari sia di maggioranza che di opposizione, alla Camera ed al Senato ed hanno già iniziato il loro iter legislativo. Rappresentanza significa anche capacità di proposta, credibilità nell’avanzarla e conseguente iniziativa per raggiungere risultati. Ci siamo assunti questa responsabilità e cominciamo a vederne i primi frutti. Se qualcuno è dispiaciuto per avere mancato la primogenitura, pazienza. Per quanto ci riguarda, assieme ad Assoprofessioni, continueremo ad impegnarci per ottenere l’approvazione di norme a favore dei non regolamentati, cercando la collaborazione di tutti coloro che li rappresentano, sicuramente del Colap, ma anche delle organizzazioni sindacali e della piccola impresa che parlano a pezzi del nostro mondo, e delle numerose associazioni professionali che non hanno casa. Se troveremo udienza dialogheremo anche con i rappresentanti degli Ordini perché la nostra missione è raggiungere risultati e sappiamo che spesso essi sono figli di mediazioni ed accordi tra interessi diversi. Lasciamo volentieri ad altri la politica dei veti e delle scomuniche, preferiamo concentrarci su quella dei fatti.