Anno V - Numero 142 - Chiuso in redazione: Giovedi 29 Luglio 2010 alle ore 15:30 archivio storico

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vi conferenza avvocatura
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Due giorni di qualificato dibattito
Grande consenso sulla proposta Oua per il riconoscimento dell'avvocatura come soggetto costituzionale nella Giurisdizione

Due giorni di qualificato dibattito

Sono chiare le richieste che l’avvocatura esprime dal palco dell’hotel Hilton di Roma in occasione del convegno dell’Oua. Un incontro di due giorni, duemila avvocati presenti, ospiti qualificati, che apre i battenti con i  messaggi del capo dello stato , della segreteria del Vaticano, del presidente del consiglio e della Camera. Da parte del pontefice un saluto e l’augurio che “il simposio contribuisca a riaffermare la cultura della legalità e il primato della persona umana per una convivenza civile fondata su valori etici e cristiani”. Più laico il telegramma del presidente Giorgio Napolitano che riconosce il ruolo di primaria importanza dell’avvocatura nel rendere efficiente un servizio pubblico fondamentale come quello della giustizia. Nel suo messaggio il presidente della repubblica sottolinea l’importanza del “patto per la giustizia”stipulato dall’associazione magistrati con gli operatori del settore. Anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi sottolinea la priorità che l’agenda del governo ha attribuito al settore giustizia, e annuncia, dopo le riforme già varate e quelle in cantiere l’intenzione di mettere mano alla riforma costituzionale della giustizia per porre le condizioni di una parità effettiva tra accusa e difesa. Esprime direttamente alla platea il suo pensiero il presidente del senato Renato Schifani che sottolinea la sua appartenenza alla categoria. Da Schifani l’invito a “riformare bene” per essere competitivi economicamente con gli altri paesi. E non mancano le indicazioni sul lavoro da  fare. Dalla riforma dell’intero sistema penale che, attraverso l’attuazione dei principi del giusto processo, la ragionevole durata dei procedimenti, e l’effettiva espiazione della pena, dovrà evitare le pericolose scorciatoie a beneficio di chi compie reati gravi e a discapito della sicurezza dei cittadini.  Non si discosta dal cuore del problema che è quello di rendere efficiente la giustizia neppure il padrone di casa. Il presidente dell’Oua Maurizio De Tilla sottolinea la strada del dialogo e ricorda a questo proposito l’importanza del patto per la giustizia sottoscritto dall’Oua, Anm e associazioni del settore. Elenca De Tilla le priorità della categoria che comprendono la riforma Costituzionale per la pari dignità dell’avvocatura e della magistratura e, soprattutto la rapida approvazione della riforma della professione. Un rinnovamento su cui non si devono inserire” i poteri forti” . Rivendica il diritto di approvare i regolamenti attuativi della riforma il presidente del Cnf Guido Alpa, una prerogativa che spetterebbe al consiglio in considerazione del fatto che il sistema dell’avvocatura si regge sul sistema ordinistico del Cnf”. L’augurio di Alpa è quello di leggere presto sulla Gazzetta ufficiale la codificazione di un cambiamento atteso dal 1947. Un auspicio confortato dalle affermazioni del sottosegretario alla giustizia con delega alle professioni, Maria Elisabetta Alberti Casellati che in merito alla riforma parla di sfida ormai vinta. La seconda giornata è stata dedicata alla proposta dell’Oua di modificare la Carta Costituzionale per riconoscere pari dignità ad avvocati e magistrati. La giurisdizione va divisa in due parti: avvocatura e magistratura come soggetti costituzionali. Nel corso dei lavori di sabato la proposta ha ricevuto il riconoscimento autorevole con le relazioni dei Presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Roberto Chieppa, Annibale Marini, Cesare Mirabelli e del giurista Aldo Loiodice. E sempre sabato  il componente della Commissione Giustizia, Gaetano Pecorella, ha confermato il suo impegno in questo senso, come testimonia la presentazione di un apposito disegno di legge. “Questa è l’unica strada possibile – ha spiegato de Tilla - per affermare concretamente il principio del giusto processo e così il diritto di difesa, anche attraverso la separazione delle carriere dei magistrati”. L’Oua chiede dunque la modifica della rubrica del Titolo Quarto della Parte Seconda della Costituzione con la dicitura “La giurisdizione” (attualmente recita, “La Magistratura”).  “Il Titolo – ha spiegato il presidente dell’Oua - andrebbe suddiviso in tre sezioni. La prima dedicata ai principi fondamentali della funzione giurisdizionale, con la previsione dell’essenzialità delle due componenti della giurisdizione, della loro indipendenza, nonché della terzietà del giudice e dell’assoluta parità tra le parti. Si prevede un impegno dello stato per una ragionevole durata del processo e per l’adeguatezza dei costi della giustizia. La seconda contenente i principi riguardanti la magistratura e introduce la separazione delle carriere. La terza definisce i principi relativi all’avvocatura e quindi alla tutela dei cittadini. Si sancisce il principio che la difesa affidata agli avvocati è funzione essenziale in ogni procedimento giudiziario. Si prevede per i non abbienti che i costi facciano carico allo Stato ma che la organizzazione concreta della difesa venga affidata alle istituzioni dell’Avvocatura”.

 

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