Anno III - Numero 199 - Chiuso in redazione: Martedi 18 Novembre 2008 alle ore 16:00 archivio storico

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Accolta la richiesta Uncem sui Canoni aggiuntivi: confronto da settembre

Accolta la richiesta Uncem sui Canoni aggiuntivi:  confronto da settembre

Il Governo ha accolto in sede di Conferenza Unificata, la richiesta dell'Uncem in merito alla necessità di intervenire sulla vicenda della restituzione delle somme versate nel 2006 e 2007 ai Comuni interessati da parte dei grandi concessionari di derivazioni idroelettriche. Situazione dannosa per i già esigui bilanci di numerosi piccoli Comuni montani determinatasi in conseguenza di una sentenza della Corte Costituzionale del gennaio scorso che ha dichiarato illegittima la procedura fissata dalla Finanziaria 2006: proroga di dieci anni delle grandi concessioni di derivazione idroelettrica e versamento, da parte degli stessi, di un canone aggiuntivo, un quinto del quale a favore dei Comuni interessati.   La richiesta da parte dell'Uncem di istituire con urgenza un tavolo di confronto coinvolgendo tutti i soggetti interessati per concordare misure condivise e concertate con il territorio ha registrato - oltre all'adesione del ministero dello sviluppo economico intervenuto con il sottosegretario Martinat - anche il sostegno di Edison spa. L' amministratore delegato Umberto Quadrino, in una propria lettera inviata al governo, ha infatti riconosciuto "il disagio economico originato in ambito locale per le richieste di restituzione del canone aggiuntivo versato, già avanzata da alcuni operatori del settore, e che potrebbe trasformasi in contenzioso, nel caso molto probabile di già avvenuta destinazione delle somme incassate" e ha suggerito all'esecutivo di "eliminare il disagio delle amministrazioni territoriali".  A seguito dell'intervento dell'Uncem, il capo di gabinetto del ministro Tremonti ha sottoposto all'attenzione dell'Unificata una nota nella quale, pur comprendendo le ragioni di illegittimità espresse della Corte Costituzionale, chiede di valutare l'opportunità di una nuova soluzione normativa che fissi i principi generali della fase transitoria del processo di liberalizzazione e integrazione europea del mercato dell'energia elettrica e soprattutto salvaguardi al tempo stesso la posizione dei comuni rispetto a una proroga contrattuale, eventualmente prevedendo un modalità provvisoria di retribuzione.  "La fondatezza delle preoccupazioni da noi espresse - ha commentato il presidente dell'Uncem, Enrico Borghi - sta tutta nelle osservazioni fatte sia dal governo in sede di conferenza unificata sia dalla presa di posizione dell'amministratore delegato della Edison spa. E' evidente che serve un intervento normativo che colmi il vuoto giuridico causato dalla sentenza della Corte, e su questo a settembre avanzeremo le nostre proposte di merito che andranno evidentemente nel senso di garantire e salvaguardare i diritti delle amministrazioni locali su un tema così delicato".


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