Questo spazio è riservato alla pubblicazione di articoli di ordini, associazioni o enti. Se vuoi avere anche tu il tuo spazio per scrivere contattaci
professione in primo piano
Diritti umani: appello dell'avvocatura internazionale a non abbassare mai la guardia
L’esperienza concreta, d’altra parte, testimonia come l’impegno degli avvocati sia necessario e sempre attuale. La presidente del CCbe (la rappresentanza europea dei Consigli dell’Ordine europei), Anne Birgitte Gammeljord ha informato di aver già spedito 12 lettere ai responsabili di stati e i governo per la violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo a danno di avvocati, l’ultima al presidente vietnamita per la scomparsa di un legale attivo nella difesa dei diritti delle minoranza. “La Convenzione si è dimostrata uno strumento efficace per mantenere l’equilibrio nel contesto europeo”, ha spiegato Gammeljord che ha ricordato il Manifesto CCbe per una Giustizia giusta in Europa (www.ccbe.org). Aaron Schildhaus, rappresentante dell’American Bar Association, ha ricordato gli episodi più recenti in cui l’associazione è scesa in campo a difesa dei diritti fondamentali della persona, come nel caso della condizione dei prigionieri nel carcere di Guantanamo, violante della Convenzione di Ginevra. Di deriva autoritaria in nome della sicurezza ha parlato la rappresentante del Barreau de Paris, Sarah Baruk “Anche nei paesi democratici in nome della sicurezza la tutela dei diritti umani è in crisi, segno che essi non sono acquisiti e noi avvocati che siamo i garanti del diritto siamo chiamati a difenderli”. “Una torsione cui diritti vengono sottoposti dalle urgenze della politica contemporanea” di cui ha parlato nella sua relazione Geminello Preterossi, ordinario di filosofia del diritto. Le relazioni della mattina sono state dedicate all’analisi giuridica, alle questioni metodologiche, con le relazioni di Luigi Moccia (La cittadinanza europea), Mario Patrono (sull’universalità dei diritti umani), Cesare Pinelli (L’indivisibilità dei diritti fondamentali), Geminello Preterossi (I diritti alla prova del politico). Salvo Andò, parlando dei diritti umani nel bacino del Mediterraneo, ha illustrato l’iniziativa dell’Osservatorio internazionale sui diritti umani nei paesi del Mediterraneo, costituito dall’ Università di Enna in collaborazione con il Cnf. Nel pomeriggio le relazione hanno virato sulle esperienze concrete, per una ricognizione delle modalità operative per la tutela effettiva dei diritti umani. Impressioni i dati forniti da Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, relativi alle persone protagoniste di fenomeni migratori (stimate in circa 200 milioni) che vivono in condizioni di schiavitù: 27milioni circa. Senza contare che le “cifre Ilo mostrano che il lavoro forzato di cui sono oggi responsabili lo stato o le forze armate corrisponde a circa il 20% di tutti gli schiavi d’oggi”. In particolare si parla dei “lavori forzati imposti dalle forse armate, la partecipazione obbligatoria ai lavori pubblici, il lavoro penitenziario forzato”. Nicola Lettieri, co-agente del governo italiano presso la Corte europea dei diritti dell’uomo ha non solo evidenziato il ruolo giocato dll’avvocatura nell’affermazione dei principi giurisprudenziali della Corte, ma ha anche sottolineato problematicamente l’impostazione della Corte laddove pone al centro del suo orizzonte essenzialmente l’individuo: “un liberismo estremo, individualismo esasperato che spesso si intravede nelle pronunce della Corte, che non costituisce affatto la parola definitiva ai complessi problemi di oggigiorno”. Massimo Toschi, rappresentante dell’Agenzia della difesa dei diritti umani dell’Unione europea ha spiegato che il ruolo dell’Agenzia è quello di fornire supporto alle istituzione comunitarie e nazionali nella implementazione delle politiche affinché garantiscano i diritti umani. Toschi ha invitato l’avvocatura ad avviare una collaborazione con l’Agenzia nella Piattaforma dei diritti fondamentali.
“Il fatto che ancora oggi si registrino nel nostro Paese fenomeni di intolleranza, episodi di antisemitismo, di aggressione ai diversi, di schiavitù nel lavoro sommerso e nella prostituzione forzata, a cui possiamo aggiungere il problema dei respingimenti, è significativo per un verso e doloroso per l’altro”. E’ con la consapevolezza di quanto la tutela dei diritti umani sia ancora lontana da una piena ed effettiva realizzazione anche nei paesi democratici e anche ove siano in vigore le Carte a tutela dei diritti fondamentali che il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa ha aperto a Roma i lavori del convegno La difesa dei diritti umani e il ruolo dell’avvocatura, che ha riunito i più autorevoli giuristi, i massimi rappresentanti dell’avvocatura internazionale e degli organismi internazionali che si occupano di diritti umani nell’ambito delle celebrazioni del 60° anniversario della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. “I diritti fondamentali sono diritti deboli e sono anche diritti poveri, anche se sono diritti di ciascuno di noi, non solo dei deboli e dei poveri. C’è dunque davvero bisogno di un ceto di giuristi competenti, determinati e imparziali nelle società complesse di oggi”, ha sottolineato Alpa indicando ai legali un terreno di impegno preciso e una professione di fede: “E’ per questo che nelle iniziative di formazione dei praticanti e di aggiornamento degli avvocati, di informazione e di dibattito, promosse dal nostro Consiglio, i diritti fondamentali costituiscono uno dei temi ricorrenti, di elezione e di impegno per chiunque voglia svolgere questa professione, se non con passione, almeno in modo deontologicamente corretto. Alpa ha affrontato tutte le questioni tuttora aperte sui diritti fondamentali: il problema della loro definizione, la delimitazione dei confini territoriali, della effettività della tutela per la quale, è la tesi abbracciata da Alpa “la enunciazione in forma scritta dei diritti fondamentali è un segno molto rilevante della evoluzione di un ordinamento” e la loro tutela non può esser affidata esclusivamente all’evoluzione creativa della giurisprudenza; e ancora la loro protezione nella società multiculturale: “la definizione dei diritti fondamentali sconta sia il contemperamento dei diritti dell’uno con i diritti dell’altro, sia il limite all’aggressione alla persona: non si potrà nelle nostre società, almeno dal punto della prevalenza dei diritti della persone sulle esigenze delle comunità culturalmente diverse né ammettere l’infibulazione, né la segregazione, né la schiavitù, né la poligamia, né la subordinazione di un sesso all’altro, né l’emarginazione dei diversi”. Stefano Rodotà, presidente del comitato scientifico dell’Agenzia europea dei diritti umani, ripone molta fiducia nella Carta europea dei diritti fondamentali per l’affermazione dei diritti fondamentali della persona, convinto del loro andamento sinusoide. “Se il trattato di Lisbona entrerà in vigore il primo gennaio 2010, la Carta assumerà un valore vincolante. A quel punto l’Europa sarà la più grande regione del mondo con un bill of rights.Vorrei invitare gli avvocati a fare un uso eccessivo di questa nuova opportunità”. Tante le suggestioni nella relazione di Rodotà, soprattutto quella che ha messo in luce come la effettività e il peso delle Carte internazionali sui diritti umani prescinda dalla loro giustizi abilità intesa come azionabilità davanti ai giudici. Perché si fa strada un giudice diffuso, l’opinione pubblica, come ha dimostrato il caso Nike (la denuncia da parte di organizzazioni attive nella tutela dei diritti umani del sistema di produzione di prodotti Nike sfruttando il lavoro di minori in Pakistan e India). A livello internazionale le avvocature italiana, francese e americana hanno costituito una trilogia transatlantica per la tutela dei diritti fondamentali che ha avuto il primo risultato di aprire alla firma di tutte le avvocature del mondo la Convezione Avvocati nel mondo, firmata a Parigi nel dicembre scorso, che si propone di chiedere in ogni paese il rispetto dei principi fondanti della professione forense e impegna gli avvocati a difendere i diritti fondamentali ovunque essi siano conculcati.
Si riunirà domani a Roma il Club Europeo delle professioni lavoristiche di cui il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro detiene attualmente la presidenza
I rappresentanti europei invitati all’incontro dibatteranno di politiche del lavoro e di come fronteggiare...
Mondo Professionisti - Testata quotidiana - Direttore Responsabile: Luigi Pio Berliri - Sede: via Sabotino 45, 00195 Roma - telefono: 347 6249091
Registrazione Tribunale di Roma n° 301/2006 del 14/07/06 - I diritti relativi ai testi sono di proprietà dell'Editore. La riproduzione è vietata. È consentita la copia solo citando la fonte
- note legali