Anno III - Numero 199 - Chiuso in redazione: Martedi 18 Novembre 2008 alle ore 16:00 archivio storico

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Commercialisti: le disposizioni articolate sui principi contabili internazionali vanno adottate con gradualità

Meditare attentamente sugli effetti che le nuove norme avrebbero sulla tenuta delle Pmi e quindi sull’intera economia italiana, prevedendo pertanto un’adozione di disposizioni tese ad avvicinare la normativa civilistica in materia di bilancio ai principi contabili internazionali graduale, che tenga conto delle specificità economiche e giuridiche del nostro “sistema Paese”. Il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili (Cndcec) invita alla prudenza nella fase di completamento dell’attuazione delle direttive comunitarie su Fair value e modernizzazione. Nelle Osservazioni al documento di consultazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, relativo al recepimento delle cosiddette norme di “modernizzazione contabile” contenute nelle direttive 2001/65/CE e 2003/51/CE, i commercialisti sottolineano come le disposizioni lì contenute apporterebbero riflessi assai significativi non solo nella tecnica di redazione di bilancio, ma anche nell’economia del Paese.  “Nel processo di “modernizzazione” delle norme contabili del codice civile – afferma Luciano Berzè, consigliere nazionale delegato ai sistemi di controllo e revisione - crediamo che assoluta priorità vada riservata al perseguimento dell’interesse pubblico delle imprese nazionali, soprattutto delle Pmi, che costituiscono l’ossatura portante del nostro tessuto economico. Le nuove norme – prosegue - vanno confrontate con le conseguenze che potrebbero originare da una loro non sufficientemente meditata adozione. C’è il rischio che arrechino un aggravio degli oneri amministrativi per le piccole e medie imprese”. Nelle osservazioni inviate al MEF, si afferma che “un'applicazione obbligatoria di alcuni principi contenuti negli IAS/IFRS al mondo delle PMI nazionali deve ritenersi allo stato sicuramente non praticabile” Secondo i commercialisti, è viceversa “senz'altro possibile una loro applicazione facoltativa, da valutarsi con criteri di gradualità e di selettività e con la chiara valutazione ed evidenza degli effetti che questa produce rispetto alla normativa attualmente vigente”. Nelle loro Osservazioni, i commercialisti sostengono inoltre che un recepimento non ben meditato di alcune norme tecniche contenute gli IAS/IFRS farebbe correre il rischio di porsi in contrasto con “La strategia di Lisbona”, che prevede l’adozione di un piano di azione per la riduzione dei costi amministrativi per le Pmi. Un’impostazione che, spiegano i commercialisti, “non sembra consentire l’adozione di sistemi e norme contabili articolati su norme più complesse di quelle attualmente in vigore, a meno che tale “evoluzione” non comporti la definizione di benefici informativi tali da giustificare gli sforzi prodotti per fornire le informazioni richieste”. Il Cndcec invita a valutare con la massima attenzione anche l’impatto delle nuove regole di bilancio sui principali istituti civilistici, quali la distribuzione degli utili e la riduzione del capitale per perdite, e sui limiti alle emissioni obbligazionarie.  Il Consiglio nazionale ritiene opportuno che anche in questi ambito normativo “l’intervento sia fatto con particolare attenzione. I presidi giuridici all’integrità del patrimonio netto – è scritto nelle Osservazioni - potrebbero, infatti, essere indeboliti attraverso l’implementazione di norme che non salvaguardino le particolarità e l’integrità del patrimonio, almeno fino a quando il valore pubblicistico e di garanzia da esso rappresentato non sarà superato”.


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