| Questo spazio è riservato alla pubblicazione di articoli di ordini, associazioni o enti. Se vuoi avere anche tu il tuo spazio per scrivere contattaci |

Permettere in tempi ragionevoli al cittadino di distinguere il professionista competente e aggiornato dall'improvvisatore, qualificando e regolamentando il mercato, pur nella libertà di esercizio. È questo l'obiettivo di Uni (Ente nazionale italiano di unificazione) e Assoprofessioni, che hanno avviato l'iter per il riconoscimento delle professioni non regolamentate, tramite la stesura di norme tecniche per ogni professione radicata nella nostra economia, al quale può seguire la certificazione indipendente e accreditata dal sistema regolato da Accredia, l'ente italiano di accreditamento. Dell'argomento si è discusso oggi, durante il convegno 'professioni qualificate e libero mercato', tenutosi a Palazzo Marini a Roma. Secondo i dati del Censis 2009, sono 3,5 milioni i lavoratori che appartengono, in Italia, a professioni non regolamentate, ossia sprovviste di ordine o collegio. In Italia, secondo Assoprofessioni e Uni, "si è lasciata la possibilità di esercitare le professioni non regolamentate a chiunque, anche senza avere alcun requisito tecnico e di formazione, poiché manca un sistema che permetta di dichiarare e garantire, in modo non autoreferenziale, le prestazioni professionali fornite". Secondo Uni e Assoprofessioni, "l'Unione europea ha fortemente stimolato un processo di normalizzazione, ossia di regolamentazione, attraverso la normazione volontaria in questo settore, con la direttiva 2006/123/Ce relativa ai 'servizi nel mercato interno'. Una proposta di legge presentata il 20 novembre 2008 alla Camera ricorda che l'articolo 15 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea collega inequivocabilmente il principio della libera iniziativa economica al principio della libertà professionale. La combinazione di questi principi impone da una parte la possibilità per il professionista di scegliere la propria attività, ma dall'altra obbliga anche i poteri pubblici a rimuovere gli ostacoli che impediscano l'esercizio di tale libertà, dalla quale dipende anche la libertà di scelta dell'utente, ossia il consumatore". Con la proposta di Uni e Assoprofessioni, "il sistema professionale italiano ha così l'opportunità' di aderire a un percorso normativo che può portare al riconoscimento 'de facto' delle professioni non regolamentate in una logica di miglioramento continuo. Il campo di applicazione è molto vasto e riguarda anche le professioni, intellettuali o a elevato contenuto intellettuale, comprese quelle già regolamentate. Grazie alla normazione Uni, sarà infatti possibile delineare le specialità, all'interno delle singole professioni e consentire anche la relativa certificazione". "Il modello di qualificazione delle professioni che proponiamo -ha spiegato Piero Torretta, presidente dell'Uni- ricalca sostanzialmente i decenni di esperienza di applicazione del medesimo modello nell'ambito della caratterizzazione dei prodotti, e più recentemente anche della qualificazione dei servizi. Ai sensi dei regolamenti comunitari del 2008, infatti, la sorveglianza del mercato può utilizzare la via della certificazione volontaria di prodotti, sistemi, processi, servizi, persone e organizzazioni, seguendo quindi un approccio di autoregolamentazione del mercato libero. Il sistema punta sulla condivisione di specifiche tecniche -ha aggiunto- da parte dei soggetti competenti nelle filiere socio-economiche di interesse e sull'intervento di un soggetto terzo di verifica della conformità a dette specifiche (certificazione)". Il sistema che Assoprofessioni, Uni e Accredia, intendono mettere in moto è "un meccanismo utile ai professionisti e agli utenti, assolutamente volontario, in grado di mettere in evidenza la qualità delle attività dei professionisti che saranno stimolati a un periodico aggiornamento e verifica". Come ultimo anello del sistema di assicurazione della qualità, Accredia, che è l'ente di accreditamento ufficialmente designato dal governo, andrà a verificare l'idoneità degli standard utilizzati dai vari enti di certificazione. L'accreditamento garantisce che gli enti di certificazione delle figure professionali operino seguendo principi di competenza, indipendenza e imparzialità ben codificati. Inoltre, avendo Accredia sottoscritto gli accordi internazionali di mutuo riconoscimento, le certificazioni rilasciate sotto l'accreditamento dell'ente italiano sono in pratica riconosciute in tutto il mondo. "Sono circa 80 mila -ha spiegato Antonio Paoletti, vicepresidente di Accredia- le figure professionali a oggi certificate sotto accreditamento. Tra queste, si contano auditor, progettisti, addetti a macchinari speciali, ma anche nuove figure professionali come il certificatore energetico degli edifici. Gli organismi di certificazione professionale sono infatti in grado di operare anche in settori 'nuovi', verificando puntualmente una particolare professionalità in riferimento alla normativa internazionale e controllandone, attraverso periodiche visite di sorveglianza, il necessario aggiornamento". "La problematica legata alle professioni è particolarmente sentita in un momento di crisi come questo -ha aggiunto Giorgio Berloffa, presidente di Assoprofessioni - e l'Unione europea impone a tutti gli Stati membri di favorire una certificazione dei servizi, per mettere in condizione gli utenti di riconoscere il professionista competente. Solo in questo modo si realizzerà effettivamente la libertà del professionista e del consumatore".