Anno III - Numero 224 - Chiuso in redazione: Mercoledi 24 Dicembre 2008 alle ore 10:00 archivio storico

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Le Pmi tirano la crescita occupazionale

Le Pmi tirano la crescita occupazionale

Le Pmi tirano la crescita dell'Azienda Italia. Difatti il contributo delle piccole imprese sostiene la crescita dell'occupazione nel 2008. I dati di consuntivo al giugno scorso confermano infatti la creazione di circa 100mila nuovi posti di lavoro da parte delle Pmi (+1,5%). Le grandi aziende, invece, registrano nello stesso periodo una diminuzione del numero degli occupati pari allo 0,2%. Fra i nuovi assunti, aumentano le opportunità per i lavoratori più qualificati mentre diminuisce la domanda di immigrati. Si allarga infine il gap tra Centro-Nord e Mezzogiorno. È quanto emerge dal Rapporto Excelsior, il Sistema informativo di Unioncamere e Ministero del Lavoro. "Dei 110mila nuovi posti di lavoro - ha evidenziato il presidente di Unioncamere, Andrea Mondello - che le imprese italiane hanno previsto di creare quest'anno, la quota maggiore si concentra nelle piccole imprese, mentre il deterioramento della congiuntura internazionale sta determinando uno stop alle nuove assunzioni da parte delle grandi. È una circostanza da tenere sotto osservazione, ma rappresenta anche l'ulteriore conferma che la piccola dimensione d'impresa, che contraddistingue il sistema produttivo nazionale, pur soffrendo, ha una capacità di reazione e di adattamento alle avversità dei mercati notevole. D'altronde, da tempo segnaliamo che le aziende minori, trainate da quelle di medie dimensioni, stanno vivendo una progressiva metamorfosi. Per essere competitive, investono in qualità non solo dei prodotti e dei servizi ma anche delle risorse umane. Si spiega così l'aumento di figure professionali più specializzate che Excelsior registra in maniera consistente quest'anno. Analogamente si riduce ma si qualifica anche la richiesta di personale immigrato. Ciò dimostra che sta evolvendo l'approccio al lavoro immigrato da parte degli imprenditori, che stanno diventando più consapevoli ed esigenti. Anche questo può essere considerato un riflesso delle strategie di riposizionamento competitivo delle nostre imprese". Con oltre 100.000 posti di lavoro in più, le piccole imprese (1-49 dipendenti) rappresentano il maggiore serbatoio occupazionale in Italia. Le loro previsioni di crescita dell'occupazione, rilasciate a inizio d'anno nell'ambito dell'indagine Excelsior, trovano già pieno risconto dai dati della rilevazione congiunturale effettuata da Unioncamere a giugno scorso. Da quest'ultima emerge che esse avevano gia' assunto i 100mila nuovi dipendenti preventivati, confermando così le attese di crescita dell'1,5% dell'occupazione. Confermate e anzi migliorate nei fatti le previsioni delle medie imprese con 50-499 dipendenti. Se esse prevedevano di dar luogo a 4.100 nuovi posti di lavoro, pari a un tasso di incremento dell'occupazione dello 0,2%, a giugno scorso avevano in realtà espanso la propria base occupazionale dello 0,8%.  Quelle che a fine anno non dovrebbero confermare le dinamiche di crescita previsto a inizio 2008 sono le grandi imprese con oltre 500 dipendenti. L'atteso aumento dello 0,2% della forza lavoro, a giugno scorso si è in realta' tradotto in una riduzione pari al -0,2%. Malgrado questa rimodulazione, nel complesso la previsione di 110mila nuovi occupati nel 2008 dovrebbe essere confermata proprio grazie alle conferme provenienti dalle imprese di minori dimensioni. Specializzazione ed esperienza sono le carte giuste per trovare lavoro. Sono infatti 20mila in più rispetto all'anno scorso le figure high skill, tra Dirigenti, impiegati ad elevata specializzazione e tecnici, che le aziende hanno intenzione di assumere entro il 2008, per complessivi 172mila posti di lavoro. In diminuzione di altrettante unità, invece, la domanda di Impiegati, professioni commerciali e dei servizi (le imprese ne cercano 272mila); in lieve aumento quella di Operai specializzati e conduttori di impianti e macchine (279mila), mentre in sensibile diminuzione è la richiesta di professioni meno qualificate (103mila contro il 115mila richiesti nel 2007).


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