Anno III - Numero 224 - Chiuso in redazione: Mercoledi 24 Dicembre 2008 alle ore 10:00 archivio storico

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lettere al direttore
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Mi sento un precario

 

Caro direttore,
 sono un architetto neolaureato e sto affrontando, tra molte difficoltà, il mondo del lavoro da professionista, una categoria che da “privilegiata” adesso è al limite del precariato, almeno per noi giovani. Ho letto che in questa campagna elettorale tutti parlano dei problemi del lavoro ma temo che sia sempre la solita solfa e che ad essere aiutati siano come al solito i lavoratori dipendenti con detassazioni e ammortizzatori sociali che noi neanche ci sogniamo. E non siamo soli: ci sono i commercianti e i piccolissimi imprenditori come mia madre che ha un laboratorio di sartoria per riparazioni dove lavora lei con altre due signore e sgobbano con l’ago in mano dalla mattina alla sera… Tutti parlano di precariato e flessibilità ma questo riguarda comunque il lavoro “dipendente” mentre a noi giovani professionisti, artigiani, commercianti, piccoli imprenditori che ci mettiamo in gioco ogni giorno chi ci difende? Almeno Lei può far sentire la nostra voce?
 
Benedetto G. - Roma

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