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Vogliamo sostenere politicamente le professioni intellettuali, risorsa fondamentale del nostro sistema economico, con 2 milioni e 300mila iscritti agli ordini e collegi e con il 12,8% di Pil prodotto dagli studi professionali che in Italia costituiscono la terza forza economica del Paese, di cui sono traino e volano. Per uscire dalla crisi economica è necessario intervenire, quindi, anche con iniziative a favore del settore professionale in sede sia nazionale sia regionale, utili per l'innalzamento della competitività dell'Italia in Europa. Occorre, cioè, dare ai nostri professionisti strumenti normativi adeguati, di sostegno, come quelli previsti nella proposta di legge regionale del consigliere Gian Luca Vignale, quali finanziamenti per la formazione continua e fondi di rotazione, che assicurano agevolazioni economiche di regola previste solo per le aziende. Per questi motivi sosterremo decisamente la proposta regionale del Consigliere Vignale, sinergicamente ispirata a quella da me depositata in Parlamento ad inizio legislatura, finalizzata ad una riforma organica delle professioni, attualmente in trattazione congiunta nelle Commissioni giustizia-attività produttive e che auspichiamo venga approvata nel 2010. Il Piemonte diventa così laboratorio delle professioni: il coordinamento tra le iniziative regionali e la riforma nazionale è il primo esempio di politica per le professioni e i professionisti e non contro le professioni, come invece abbiamo visto accadere negli anni passati: non possiamo dimenticare, infatti, i tentativi da parte di alcune regioni (Toscana, Emilia Romagna) di accreditare anomale associazioni di professionisti, non iscritti agli ordini professionali e quindi non correttamente formati mediante il percorso universitario, il tirocinio e l'esame di stato. Iniziative, queste, tutte censurate dalla Corte Costituzionale, che ha cancellato le leggi regionali istitutive di albi o registri di stretta competenza statale. Il progetto di legge di Vignale costituisce un altro prezioso contributo alla riforma nazionale che porterà, finalmente, il nostro Paese verso un sistema ordinistico moderno, fondato su regole certe e chiare, tutte previste a vantaggio di un servizio di qualità per i cittadini.