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La giustizia deve smettere di essere un campo di battaglia in un perenne scontro tra magistratura e politica. Avvocati e magistrati devono procedere uniti per salvare dal disastro questo settore nevralgico del Paese. Per propria vocazione l’avvocatura deve rivendicare il ruolo di protagonista della riforma macchina giudiziaria. Il “Patto per la giustizia e per i cittadini” è una premessa importante e costituisce un momento essenziale di rilancio di un’incisiva iniziativa comune. A Governo e Parlamento, a Maggioranza e Opposizione, vogliamo ricordare che intervenire sulle procedure è utile e necessario ma non è sufficiente. Occorre, infatti, intervenire subito e con efficacia sulle disfunzioni strutturali dell’organizzazione giudiziaria in ogni regioni. Molte iniziative del ministro della Giustizia sono apprezzabili, ma occorre molto di più su piano dell’impegno economico e delle carenze degli organici, nella riorganizzazione e informatizzazione degli uffici, sul processo telematico e per quanto riguarda il quadro ordinamentale. La riforma della giustizia deve essere accompagnata necessariamente dallo stanziamento adeguato di risorse umane e strutturali. Non solo. L’Avvocatura unitariamente ha già indicato, nella IV Conferenza nazionale di Roma del novembre 2009, una vera e propria “road map” per uscire dalla crisi: è necessaria la riforma della Costituzione perché si espliciti l’Avvocatura come soggetto costituzionale nella Giurisdizione. È importante approvare rapidamente il progetto di legge per un nuovo ordinamento forense che metta l’Italia in grado di essere maggiormente competitiva. Ed è improrogabile riformare la magistratura laica per uscire dall’emergenza e per garantire qualità del servizio ai cittadini e dignità retributiva e previdenziale per chi vi opera. Queste alcune delle priorità, queste le sfide che lanciano gli avvocati per il 2010