Anno V - Numero 148 - Chiuso in redazione: Venerdi 03 Settembre 2010 alle ore 16:15 archivio storico

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Processo breve, si rischia un'amnistia generalizzata

di Ester Perifano (segretario generale Anf)

Processo breve, si rischia un'amnistia generalizzata

Nessuna tutela per le persone offese e dubbi di costituzionalità perché alcuni processi avrebbero una corsia preferenziale, altri, assolutamente identici, verrebbero accantonati; pesante anche l’impatto nel civile. Il disegno di legge sul processo breve, rappresenta l’ennesimo intervento settoriale nella materia penale. Serve una riforma organica che deve andare di pari passo con l’aumento sia del numero dei magistrati che di stanziamenti in favore del settore giustizia. Senza un intervento complessivo il rispetto di un tempo equo per il processo rischia di tramutarsi in una amnistia generalizzata, in assenza, tra l’altro, di tutela dei diritti delle persone offese. Gravi, secondo l’Anf, anche le ripercussioni in ambito civile: L'impatto dell'applicazione del ddl sul processo breve in ambito civile avrà conseguenze molto pesanti per il nostro sistema giudiziario. Il rischio è che i Tribunali e le Corti d'Appello vengano letteralmente sommersi dalle “richieste di sollecita definizione del giudizio” previste dalla norma, richieste che, formulate da tutti, saranno sostanzialmente inutili ai fini della definizione del processo civile in tempi brevi. Inutili per i cittadini ma non per le casse dello Stato, però, perché con questa previsione si vorrebbe neutralizzare la legge Pinto e far pagare al cittadino le inefficienze di un sistema al collasso da tempo. Inoltre, la norma suscita dubbi di costituzionalità perché alcuni processi verrebbero celebrati, mentre altri, assolutamente identici sotto ogni profilo, verrebbero accantonati in attesa di tempi migliori. Il rischio è che si faccia strada, ancora una volta, una giustizia sommaria che, in quanto tale, non potrebbe nemmeno essere definita più giustizia.

 

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