Anno V - Numero 142 - Chiuso in redazione: Giovedi 29 Luglio 2010 alle ore 15:30 archivio storico

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vi conferenza avvocatura
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Avvocatura protagonista essenziale del sistema
Giorgio Napolitano alla sesta Conferenza nazionale dell'Avvocatura in corso all'Hilton di Roma

Avvocatura protagonista essenziale del sistema

"La sesta Conferenza nazionale dell'Avvocatura affronta temi di grande rilievo e attualità" e "anche per l'autorevolezza dei relatori e la diversità dei loro percorsi professionali il convegno potrà offrire significativi, sereni contributi al delicato confronto in atto su come migliorare e rendere efficiente il servizio pubblico fondamentale qual è quello della giustizia, nel rispetto di corretti equilibri istituzionali". È quanto si legge nel messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con il quale si è aperta a Roma la sesta Conferenza nazionale dell'Avvocatura. "In più occasioni -continua il capo dello Stato- ho ricordato l'insostituibile ruolo che l'Avvocatura svolge a tale riguardo come protagonista essenziale del sistema giustizia e come filtro naturale tra cittadini e Tribunali. In tale spirito -si legge ancora nel messaggio- di comune appartenenza e di apertura al dialogo si colloca il 'patto per la giustizia' stipulato con l'Associazione nazionale magistrati e gli altri operatori del settore. Con questo stesso spirito, pragmatico e costruttivo, saranno certamente esaminate, nelle varie sessioni della conferenza, anche le problematiche connesse al riconoscimento della rilevanza costituzionale del ruolo dell'Avvocatura, nonché alla revisione dell'ordinamento forense e della regolamentazione della magistratura 'laica'". Gli ha fatto eco il presidente del Senato, Renato Schifani. "Il nostro sistema giustizia – ha detto la seconda carica dello Stato nel corso del suo intervento alla platea degli avvocati - non è ancora riuscito a raggiungere gli stessi livelli degli altri paesi europei. Quindi è tempo di voltare pagina". Ma, spiega Schifani, "perché questo accada occorre fare chiarezza non soltanto degli obiettivi da raggiungere ma anche sull'articolato contenuto che intendiamo dare alle riforme. La riforma – ha aggiunto Schifani - dovrà riguardare l' intero sistema penale. La riforma – ha spiegato - dovrà significare piena attuazione dei principi del giusto processo, della ragionevole durata del processo e della certezza della pena, dovrà tendere all'abolizione di quelle scorciatoie dannose che gli impediscono la vera ed effettiva espiazione della pena in presenza di gravi reati che attentano all'incolumità e alla sicurezza dei nostri cittadini' Secondo il presidente del Senato, poi, “alcune attuali norme sulla concessione di benefici penitenziari, come la semilibertà, gli arresti domiciliari, le liberazioni anticipate che riducono sensibilmente la durata delle pene inflitte, possono ingenerare nei cittadini timori, paure, sensazione di essere in pericolo. Sarebbe opportuno allora -  ha concluso Schifani - anche in questo settore qualche modifica”. Riguardo la riforma dell’ ordine forense, la seconda carica dello Stato si è detto  “fermamente convinto dell'opportunità di riformare le regole che governano la professione”. Schifani ha dato anche qualche suggerimento sul testo sottolineando che “occorre riflettere se alcune modifiche, contenute nel disegno di legge, incidono in misura in qualche modo limitativa su quanti, in giovane età, si accingono ad intraprendere questa professione così delicata e di altissima valenza morale. Occorre – ha spiegato il presidente del Senato - che i giovani meritevoli vengano adeguatamente tutelati con disposizioni che agevolino il loro percorso formativo, per consentire loro di crescere e di raggiungere gli stessi risultati ed obiettivi che Avvocati, che svolgono da tempo la professione, hanno già conseguito”. Schifani si è detto “certo che l'aula del Senato saprà esaminare con attenzione alcuni delicati passaggi che toccano alcuni aspetti relativi alla loro progressione in carriera perché, ha insistito, “bisogna guardare con attenzione ai giovani. La loro selezione - conclude - dovrà coniugare la meritocrazia con la disponibilità della classe forense ad arricchirsi di nuove risorse umane, che costituiscono sempre un patrimonio del mondo delle professioni e dello scibile”. A sua volta il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha auspicato che “la giustizia sia in cima all'agenda delle riforme e per far tornare la macchina efficiente occorre il coinvolgimento di Avvocatura e Magistratura, cioè di chi vive quotidianamente l'esperienza dei tribunali e della giustizia. La riforma è una montagna da scalare - ha ammesso Alemanno - ma dobbiamo essere consapevoli che senza una giustizia efficiente, sia dal punto di vista penale e civile, non saremo un Paese competitivo”.


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