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Interrogazione al ministro della Salute dei deputati del Pd Rosato, Bossa e Sbrollini in difesa dei corsi di laurea in assistenza sanitaria, della durata triennale, che la Conferenza Permanente dei Presidi delle facoltà di Medicina e Chirurgia, nell'ottica del riordino dei corsi di laurea, intenderebbe sostituire con un master di un anno per infermieri. I deputati chiedono al ministro di garantire questo corso di laurea "in uno specifico ambito sanitario non sostituibile da altri percorsi formativi" e "in grado rispondere alle molteplici esigenze dell'attuale e futuro sistema della prevenzione e promozione della salute nel nostro Paese". Sottolineano quindi che la professione di assistente sanitario, regolamentata in molti paesi europei, interessa nel nostro Paese circa 8mila persone impiegate in strutture sanitarie pubbliche, cui accedono tramite concorso, oltre che in istituti e fondazioni privati e consultori familiari, è "centrale tra le professioni sanitarie che operano nel campo della prevenzione, essendogli affidati sia compiti di progettazione e programmazione che di attuazione e valutazione degli interventi di educazione alla salute in tutti i luoghi di vita e di lavoro della persona e della comunità". Ricordano inoltre che la figura professionale dell'assistente sanitario fu istituita dopo la prima guerra mondiale dalla Croce Rossa americana, in collaborazione con la Croce Rossa italiana, e le prime scuole di formazione furono quelle di Roma nel 1919, di Bologna, Firenze, Milano e Torino nel 1920 e di Napoli nel 1924, costituite con la finalità, fin da allora, di costruire un corpo di assistenti sanitarie aventi per compito di ricercare e curare le malattie fra il popolo, fin dai primi sintomi, e di prevenirne la diffusione per mezzo di insegnamenti pratici di profilassi e di igiene.