Anno V - Numero 151 - Chiuso in redazione: Mercoledi 08 Settembre 2010 alle ore 16:00 archivio storico

menu
Questo spazio è riservato alla pubblicazione di articoli di ordini, associazioni o enti. Se vuoi avere anche tu il tuo spazio per scrivere contattaci
aerarium



le interviste
le interviste
le interviste
Consulenti del Lavoro ed Enti Bilaterali, un'alleanza possibile
Intervista al Segretario della Cisl, Giorgio Santini

Consulenti del Lavoro ed Enti Bilaterali, un'alleanza possibile

In un momento di grandi riforme, di grandi discussioni in Parlamento e anche nella società italiana, incontriamo il Segretario della Cisl, Giorgio Santini, che si interessa livello verticistico delle politiche per il lavoro per il Sindacato. E quindi con lui non possiamo che partire dal Collegato Lavoro, da questa fase che lo vede al Senato con una serie notevole di emendamenti e quindi un’ipotesi di allungamento dei tempi di approvazione con il ritorno per, credo, ottava lettura tra Camera e Senato.

Si tratta di una legge che auspichiamo venga rapidamente portata a conclusione, perché è rimasta in Parlamento ormai dall’agosto del 2008: quindi siamo quasi ai limiti dei due anni. Soprattutto perché innova in alcune materie importanti, in particolare noi siamo molto attenti a questo tema, di come risolvere diversamente le controversie sul lavoro, con il fatto che venga valorizzato maggiormente lo strumento della conciliazione e dell’arbitrato: cioè strumenti che possono essere gestiti bene, tra le parti che rappresentano il lavoro e l’impresa, senza che ci sia il ricorso alla magistratura, alla via giudiziaria, che peraltro rimane libero ma che se fosse appunto risolto con un miglior utilizzo della conciliazione e dell’arbitrato sarebbe sicuramente deflazionata, con vantaggio anche per i tempi complessivi della giustizia. Ci auguriamo si risolva il tema: non vediamo bene il fatto che ogni volta che torna in una delle due camere viene sottoposto continuamente a modificazioni, che a loro volta implicano altre modificazioni. E quindi pensiamo che sarebbe veramente opportuno, anche seguendo gli indirizzi del Capo dello Stato, che la norma fosse varata: fosse varata garantendo lo strumento nuovo di conciliazione e arbitrato, garantendo la libertà del lavoratore, e dando anche spazio a quegli organismi di certificazione e di controllo che potrebbero svolgere un compito importante per aiutare le imprese e per quanto ci riguarda, i lavoratori, ad affrontare con strumenti maggiori momenti anche difficili come le controversie. Ma che possono essere risolti in maniera più tempestiva, più efficace, più positiva.

È evidente che in queste nuove modalità di deflazione del contenzioso sono previsti anche i Consigli Provinciali dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro. Da parte sindacale c’è stata anche qualche polemica: allora con molta serenità vogliamo affrontare questo tema con chi ha la responsabilità di un grande sindacato come la Cisl. E quindi affrontare questa terzietà che viene data ai Consigli Provinciali dell’Ordine, Enti di Diritto Pubblico, e alle Commissioni di Certificazione che gli stessi possono e hanno costituito, allargandole appunto alla certificazione e all’arbitrato. Parliamone.

Come si diceva, meccanismi di conciliazione e di arbitrato hanno bisogno di strutture che possano certificarne i percorsi, la correttezza, l’effettiva volontà delle persone. Su questo punto noi abbiamo posto un’esigenza che riteniamo imprescindibile: la materia è una materia che riguarda concretamente condizioni del lavoratore e scelte eventuali delle imprese, quindi è molto importante che siano chiamati a esercitare questi compiti di monitoraggio, di controllo, di verifica, innanzitutto coloro che rappresentano le imprese e i lavoratori. Noi ad esempio sollecitiamo che venga ben organizzata la bilateralità: cioè affidare questi compiti a enti bilaterali, anche appositamente costituiti, tra la rappresentanza del lavoro e dell’impresa, che penso possono essere anche risolutivi di questo tema della terzietà. Perché chiaramente allora anche ad esempio i Collegi provinciali dei Consulenti potrebbero in maniera fattiva e positiva, collegarsi, convenzionarsi, entrare nelle forme da stabilire in questo ambito, in questi enti bilaterali, e in questo modo si potrebbero seriamente affrontare i problemi. Però, vedremo anche come fare. Da parte nostra c’è tutto l’interesse come mondo del lavoro a strumenti che siano più agili, meno lunghi, più tempestivi, che diano risposte più rapide ai lavoratori, garantendone ovviamente le libertà e i diritti. E credo che questo interessi molto al mondo delle imprese credo che interessi molto anche al mondo dei Collegi dei Consulenti, e quindi credo che da questo punto di vista un punto di incontro di queste esigenze, che sono esigenze tutte positive si possa trovare. Naturalmente bisogna aspettare che queste legge venga approvata e si possa capire anche esattamente come poi verrà gestita nell’ambito della contrattazione collettiva cui la legge affida un compito importante e noi riteniamo sia giusto così: perché con la contrattazione si possono anche affrontare meglio, in modo più elastico, in modo più dinamico, i tanti problemi che insorgeranno nel gestire temi delicati come le controversie.

Credo che giusto per commentare e fare un passo avanti, dire che è legge approvata un tavolo di confronto tra quelli che sono individuati come soggetti certificatori, ricomprendendo ovviamente dentro chi poi rappresenta i soggetti che vedono i loro diritti posti al centro delle attività di conciliazione e arbitrato, quindi di deflazione, sia importante. Credo che trovare linee guida comuni su quelle che sono le attività reciproche e parallele che bisogna andare a fare sia un passaggio molto importante. Anche per dare proprio un segnale di quello che è il ruolo che si va a svolgere. Su questo filone, allarghiamo un po’ il campo alle politiche attive più in generale, di questo governo, visto che siamo ai due anni di legislatura. Facciamo un commento su quelli che sono stati i provvedimenti e le linee guida della politica seguita.

È chiaro che il tema delle politiche attive del lavoro risente moltissimo di questa situazione di crisi che stiamo vivendo: quindi come si diceva ormai da due anni, siamo dentro una situazione fortemente critica sul piano economico, che sta ora, auguriamoci tutti, piano piano riprendendo dal punto di vista dei numeri dell’economia. Non sta invece riprendendo dal punto di vista dei numeri dell’occupazione, e quindi dei posti di lavoro, e quindi della condizione concreta per la vita delle persone. Per questo c’è stata un’azione direi molto forte, stimolata dal Sindacato ma su cui, va riconosciuto, il governo ha fatto dei passi importanti lo scorso anno: da un lato di estensione dei meccanismi di tutela del reddito, degli ammortizzatori sociali, anche attraverso forme di emergenza, come la cassa integrazione in deroga, che non piacciono a nessuno proprio perché sono così, in maniera molto disordinata allargate, ma che sono rese necessarie nel momento della massima emergenza. E poi, storia di questi ultimi mesi, la necessità di cominciare a porsi il problema di svuotare questi bacini di cassa integrazione che si sono creati, perché abbiamo in questo momento due fenomeni: l’aumento della disoccupazione da un lato, che avviene in linea con l’Europa ma su numeri più contenuti fortunatamente, ma abbiamo d’altro verso un aumento e una consistenza almeno di mezzo milione di lavoratori che sono in questo momento in cassa integrazione. E purtroppo ci sono da lungo tempo, perché l’ultimo dato di aprile ci dice che è diminuita leggermente la cassa integrazione ordinaria, ma invece è aumentata quella straordinaria: che come si sa è quella che viene dopo, dopo il primo anno di cassa integrazione ordinaria si va al secondo, terzo anno con la cassa integrazione straordinaria. Questo denota che purtroppo questi bacini sono molto consistenti e sono di lunga cassa integrazione: tendono a diventare cronici, a diventare immodificabili, e questo non ce lo possiamo permettere. Politiche attive significa questo: affrontare la realtà per quello che è. È previsto adesso che ogni lavoratore che usufruisce di un ammortizzatore sociale stipuli un patto di servizio con i Centri per l’Impiego, con l’Agenzia del Lavoro, con il mondo variegato di tutti coloro che si occupano di lavoro, in questo caso anche con i Consulenti se hanno questa funzione, la vogliono svolgere, sarebbe veramente positivo. Quindi questo patto di servizio che obbliga il sistema a offrire al lavoratore percettore della cassa integrazione un’opportunità formativa, un percorso di reimpiego, anche con la mobilità; e naturalmente, questo per quanto riguarda la struttura pubblica o l’agenzia che viene incentivata, e per quanto riguarda il lavoratore, a mettersi in positivo rispetto a questa offerta, a questa possibilità, quindi ad esercitare un ruolo attivo e non un ruolo passivo. È un passo in avanti, abbiamo mutuato in questo caso quelle che erano anche delle esperienze di tipo europeo, in particolare del nord Europa; non siamo ancora molto abituati a farlo in Italia. Per questo è veramente importante anche che tutti i soggetti che hanno in qualche modo una rappresentanza diretta o indiretta del mondo del lavoro, del mondo dell’impresa, siano veramente i protagonisti di queste politiche attive. Al governo, alle regioni, alle province spetta naturalmente il compito d’indirizzo e il compito anche di mettere le risorse a disposizione, quelle necessarie o di finalizzarle meglio. Ai soggetti sociali, economici, che rappresentano il mondo del lavoro e dell’impresa spetta il compito di esercitare questo ruolo di forte dinamismo, di aiuto nei confronti dell’impresa, e dei lavoratori per quanto riguarda i lavoratori, in modo tale che le politiche attive siano veramente esercitate. Quanta formazione si fa sganciata dalla possibilità di occupazione? Noi dobbiamo fare in modo invece che la formazione, che è un bene prezioso, venga strettamente legata alla possibilità di, per esempio, avere una nuova qualifica, che permetta di poter trovare più rapidamente un nuovo lavoro quando, disgraziatamente, quello che si faceva non dovesse più esserci. E questo doveva essere un impegno capillarmente esteso nel territorio, per arrivare realmente ad affrontare tutti i grandi problemi che abbiamo sul versante dell’occupazione. 

E in questo contesto di crisi che continua ad avere, molto correttamente ha detto, effetti più sull’aspetto occupazionale che non solo sull’aspetto economico-aziendale, perché, in effetti, c’è una ripresa ma che dobbiamo ancora vedere si declinerà a livello occupazionale. In questo contesto, del Collegato Lavoro, che dobbiamo vedere se in ottava lettura riuscirà poi a essere approvato, svolgeremo il Festival del Lavoro. Un evento che i Consulenti del Lavoro hanno voluto proprio per discutere di lavoro in tutte le sue accezioni, dipendente, autonomo, dal punto di vista del lavoratore, dal punto di vista del datore di lavoro, dal punto di vista delle istituzioni, della politica, del sindacato. Un evento in cui ci saranno molto micro eventi in questo grande contenitore, dove ovviamente ci sarà spazio per discutere, ovviamente anche di sindacato, di bilateralità, con Giorgio Santini, nostro gradito ospite, e magari ora in questo primo appuntamento presso la nostra web television ci fa qualche riflessione appunto su quella che è stata la sua esperienza nei rapporti con la bilateralità, con i Consulenti del Lavoro, a livello regionale.

 Io credo che non ci sia incompatibilità tra gli enti bilaterali e un mondo interessante e dinamico come quello  dei Consulenti. Tante volte viene creata questa sorta di competizione rispetto a come ci si rapporta con le imprese, a come si organizzano le attività di assistenza, di servizio delle imprese. Io credo, e da questo punto di vista ho avuto anche la fortuna di vivere un’esperienza, anche se molti anni fa, a metà degli anni novanta, in una regione italiana, nella mia regione di provenienza, dove invece si è cercata una terza via: non quella della competizione, non quella della incompatibilità. Non oso parlare di conflitto perché mi pare sbagliato, ma quella di vedere se si poteva di trovare una forma esplicita, leale, aperta e dichiarata di collaborazione.  Penso che sia possibile (l’esperienza ci dimostra che è stato possibile, in un caso anche importante di un ente bilaterale nel settore dell’artigianato, nel settore dove quindi c’è una diffusione molto capillare di imprese, anche di imprese individuali, imprese che hanno al massimo pochi addetti) e alla lunga ha portato degli esiti positivi, sia per il mondo della bilateralità, nel caso specifico per quell’ente bilaterale che ha visto radicarsi ancora meglio la sua attività in tutti i luoghi di lavoro e con tutti i lavoratori. Credo che porti dei vantaggi obiettivi anche per il mondo dei Consulenti, perché effettivamente questa attività preziosa che viene fatta viene meglio valorizzata anche a vantaggio delle imprese, e anche per diffondere maggiormente, perché non dirlo, i benefici della bilateralità. La bilateralità è un prodotto ancora abbastanza sconosciuto nel mondo del lavoro, nel mondo dell’impresa: fanno fatica a parlarne anche i giornali, i grandi mezzi di informazione. Ma in realtà è un’esperienza molto concreta, che ad esempio dà benefici alle imprese, ai lavoratori; molti anni fa, molti anni prima della cassa integrazione in deroga, nel mondo dell’artigianato e del terziario attraverso la bilateralità si sono diffuse forme di ammortizzatori sociali che aiutano le imprese piccole che non hanno la cassa integrazione, come noto. Le aiutano nei momenti di crisi, senza che il lavoratore perda il lavoro: penso che se la bilateralità si diffonde, nell’interesse dell’impresa e dei lavoratori in termini concreti, e se questo avviene con una forte collaborazione, con vere e proprie convenzioni, linee guida, tra il mondo dei Consulenti e gli enti bilaterali, l’intero mondo del lavoro e delle imprese può trarne dei vantaggi. E quindi: perché no? Proviamoci seriamente, con il beneficio di provare anche a sperimentare in ambiti in cui si possono, coltivandoli, avere dei buoni risultati, e in questo modo si potrà arrivare a una soluzione positiva.


le interviste


.:ARCHIVIO:.



giovani professionisti e imprenditori




Congresso Nazionale Forense





processo telematico



le torri di bagnara
Eurojuris



video

sponsor