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L’allarme è stato lanciato da Erwin Lazlo, docente di filosofia della Scienza, saggista, ex consigliere del Direttore dell'Unesco e fondatore del Club di Budapest. Per il professore il grande problema è quello della mancanza di sincronia tra le capacità di produzione dell'umanità e la capacità della Terra di assorbire e sostenere questa enorme capacità di produzione. Secondo Lazlo solo con una conversione del nostro sistema produttivo verso una economia a basso impatto ambientale è possibile evitare la destabilizzazione internazionale causata dalla ricerca di materie prime. Un’ etica planetaria è necessaria per far sopravvivere non l'occidente, ma il mondo intero. Lazlo, ha poi bacchettato la società sostenendo che "I beni della collettività sono stati un pò dimenticati dall'occidente". Per Lazlo è necessario cambiare questa tendenza e trovare un "nuovo equilibrio dinamico" al fine di far sopravvivere "l'organismo dell'umanità". Citando Einstein: "Non si può risolvere un problema, applicando la stessa mentalità che li ha prodotti" ed è di un cambio di punto di vista che parla il professore ungherese chiedendo una nuova "equità". Per il professor Lazlo dobbiamo imparare a "vivere in un modo più semplice, in maniera sostenibile".