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L’AIGA, Associazione Italiana Giovani Avvocati, intervenendo a margine del dibattito sul paventato aumento di competenze delle sezioni specializzate per la proprietà industriale (previste in soli dodici tribunali italiani dall’art.16 l.273/2002), ha minimizzato le conseguenze dell’intervento legislativo, invitando peraltro ad una riflessione più ampia. “La istituzione delle sezioni specializzate, che penalizza senz’altro l’accesso alla giustizia perché accentra in pochissime sedi la trattazione delle controversie in materia di proprietà industriale, è avvenuta nel 2002 ed è in vigore dal 1 Luglio 2003 (d.lgs.168/2003)”, ha dichiarato il Presidente dell’Aiga, avv. Giuseppe Sileci, che ha aggiunto: “l’art.13 del ddl 1441 ter "A", invece, si limita a riordinare le competenze delle sezioni specializzate senza ampliarle in modo significativo”. Infatti, puntualizza Sileci “alle materie già da cinque anni di competenza ‘specialistica’ (procedimenti in materia di proprietà industriale e concorrenza sleale, invenzioni dei ricercatori e dei dipendenti) si aggiungeranno, in virtù della modifica, solo le indennità di espropriazione dei brevetti e le controversie sui provvedimenti dei Consigli dell’Ordine dei Consulenti sulla proprietà industriale ipotesi del tutto marginali e prive di effettivo impatto pratico”. Per il leader dei Giovani Avvocati, più importante, oggi, sarebbe “la riflessione sul riordino complessivo delle circoscrizioni giudiziarie, e soprattutto un accorpamento degli Uffici del Giudice di Pace, la cui presenza in quasi tutti i comuni è fonte di enorme dispendio anche logistico per gli avvocati, che devono operare contemporaneamente su sei, sette uffici nell’ambito di uno stesso Tribunale”.