Anno III - Numero 224 - Chiuso in redazione: Mercoledi 24 Dicembre 2008 alle ore 10:00 archivio storico

menu
Questo spazio è riservato alla pubblicazione di articoli di ordini, associazioni o enti. Se vuoi avere anche tu il tuo spazio per scrivere contattaci
aerarium



professione in primo piano
professione in primo piano
professione in primo piano
Bene la riduzione degli acconti Ires, Irpef, Irap ma da sola non basta

Bene la riduzione degli acconti Ires, Irpef, Irap ma da sola non basta
“Siamo favorevoli all’ipotesi della riduzione della misura degli acconti dovuti per il 2008 ai fini IRES, IRPEF e IRAP, in occasione della prossima scadenza del 30 novembre, purché sia chiaro che da sola questa misura non consente di attenuare il lato economico di una crisi che purtroppo non è soltanto finanziaria”. Lo afferma il Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Claudio Siciliotti, a fronte della ipotizzata riduzione degli obblighi di versamento degli acconti di imposta di prossima scadenza, al fine di dare ossigeno finanziario ai contribuenti ed in particolare ad imprese e lavoratori autonomi. “Ben vengano misure idonee a dare sollievo alle imprese sul fronte della liquidità, rinviando al prossimo giugno 2009 parte degli obblighi di versamento in scadenza altrimenti il prossimo 30 novembre – osserva Siciliotti - ma bisogna avere consapevolezza che la crisi non interessa solo la sfera finanziaria e che servono misure fiscali di natura economica, ossia idonee a sostenere consumi delle famiglie e investimenti delle imprese”. Per Siciliotti, solo se accompagnata o comunque seguita da simili provvedimenti, la scelta di ridurre gli acconti in scadenza il 30 novembre sortirebbe effetti concreti e non meramente dilatori nell’ottica del sostegno alle imprese in questa fase di gravissima crisi. “Per altro, visto che parliamo di riduzione di acconti, colgo l’occasione per segnalare che una simile disposizione dovrebbe essere prevista non soltanto come misura di crisi, bensì come misura a regime – dice ancora – Siamo infatti ormai anestetizzati ad acconti che in corso d’anno arrivano anche al 100% dell’imposta potenzialmente dovuta, ma in questo modo si arriva all’assurdo di anticipare all’Erario le imposte rispetto al momento di conseguimento delle relative base imponibili”. Siciliotti, infine, ricorda che se l’ultimazione, infatti, del versamento degli acconti si colloca in corrispondenza della fine dell’undicesimo mese del periodo di imposta, credo che nessuno avrebbe nulla da ridire, e sarebbe anzi assai più equo, se a regime gli acconti fossero previsti in misura tale da non eccedere gli undici dodicesimi, ossia circa il 92%, dell’imposta potenzialmente dovuta”.

professione in primo piano


.:ARCHIVIO:.
congresso avvocati
processo telematico

video

sponsor