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In Italia nei primi 9 mesi di quest’anno hanno chiuso 336.846 aziende. Con questo annuncio, Luigi Martino, presidente dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano ha aperto nell'aula magna dell'Università Bocconi il 5° Convegno nazionale sulle Garanzie e Tutele Sociali dal titolo “Le aziende familiari: cultura del mercato e modernizzazione per lo sviluppo del Paese”. Nel contesto economico attuale ha ricordato Martino, “caratterizzato da sfiducia e incertezza, si guarda con speranza e apprensione all'economia reale e a come potrebbe essere impattata dalla crisi. Mai come in questo momento dunque le aziende familiari, che costituiscono l'83% del tessuto delle piccole e medie imprese italiane e il 30% delle imprese con fatturato superiore a 50 Mio €, necessitano di un'analisi del loro stato di salute e di misure e proposte per sostenerne le potenzialità di crescita. Il saldo, dato dalla differenza tra iscritte e cessate, è stato pari a –13.184. Nei primi 9 mesi del 2007, quest’ultimo indicatore, era abbondantemente positivo e pari a + 10.007. Le questioni legate al consolidamento e alla crescita dell'azienda familiare sono quindi assolutamente centrali per l'economia del Paese che si trova in una fase di crisi dinanzi alla quale i cittadini sono spaesati, chiedono certezze e riferimenti sicuri. Questa crisi che viene da lontano, è nata in un contesto di iperliberalizzazione dei sistemi e dei mercati finanziari, dove ci si è spinti consapevolmente oltre il confine del rischio. A questa crisi le imprese familiari, se sostenute nella loro crescita, sono in grado di fare argine. Oltre alla necessità di rivedere innanzitutto l'insieme delle norme sulla successione, le imprese familiari - ha aggiunto Martino - hanno però anche bisogno di flusso di liquidità: le banche devono comprendere che questa è la loro grande occasione per recuperare la fiducia non solo dell'impresa ma di tutta la società. In un contesto molto indebitato - il 36.5% delle pmi italiane ha un debito superiore al valore del patrimonio netto - gli istituti finanziari, dovrebbero essere interessati a spingere e consigliare gli imprenditori verso un buon passaggio generazionale". L'indagine promossa dall'Ordine di Milano in collaborazione con l'Università Bocconi - cattedra AIDAF Alberto Falk - ha messo in luce spunti e proposte di cui il legislatore dovrà tenere conto. Sarà ad esempio auspicabile una profonda revisione della normativa sulle successioni che tenga conto della nuova struttura di famiglia rispetto a quella tradizionale. Sono emerse indicazioni sull'importante ruolo dei professionisti, sui sistemi contabili, sui parametri patrimoniali e sulla struttura concorrenziale internazionale. Si è rivelato inoltre critico il rapporto con gli istituti bancari, che saranno chiamati a ripensare le loro strategie di finanziamento per evitare che la paventata stretta creditizia amplifichi le ripercussioni negative della crisi sull'economia reale; le banche spesso ignorano un segmento di clientela che potrebbe essere altamente profittevole.