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"Ci sono delle forze contrarie, dei poteri forti, che vorrebbero che non passasse la riforma dell'avvocatura". È quanto ha sostenuto Maurizio De Tilla, presidente dell'Oua, Organismo unitario dell'avvocatura, che questa mattina ha preso parte alla manifestazione organizzata da tutte le associazioni della professione forense per chiedere al Parlamento la veloce approvazione della riforma."Registriamo un’astensione massiccia - ha detto De Tilla - degli Avvocati in tutta Italia. Questo vuol essere non una manifestazione contro ma una manifestazione che sia uno stimolo ad approvare la riforma. I punti della riforma non sono per noi modificabili, in particolare per quanto riguarda i minimi tariffari e l'accesso più rigoroso alla professione: fondamentali che non possono più essere rinviati. Il rigore nell'accesso alla professione dovrebbe iniziare già dalle università". "L'astensione alle udienze degli Avvocati nelle aule penali del Paese è al 95%. – ha annunciato a sua volta il presidente dell'Unione delle camere penali italiane, Oreste Dominioni - si stanno svolgendo soltanto i processi con detenuti. Dobbiamo - ha aggiunto Dominioni - dare in modo determinato una spinta all'approvazione della legge forense contro atteggiamenti di passività e a volte ostilità della politica. Il rinnovamento dell'avvocatura è quindi un tassello fondamentale del rinnovamento della giustizia". Il presidente dell'Unione delle camere penali italiane ha inoltre voluto sottolineare come la riforma sia necessaria soprattutto per quanto riguarda le regole all'accesso alla professione. "Siamo nel momento in cui - ha sottolineato - l'accesso all'avvocatura è considerato una sorta di ammortizzatore sociale. Pensare di risolvere il problema della ricerca di lavoro per i giovani con l'accesso indiscriminato all'attività forense non va bene. La riforma va fatta subito e bene, senza manomissioni". E dal palazzo è arrivata una prima risposta rassicurante: “la riforma dell'ordinamento forense sarà il primo provvedimento che il Parlamento approverà dopo le elezioni, a meno che altri decreti non ci saltino addosso” ha assicurato il presidente della Commissione giustizia al Senato, Filippo Berselli. “Avevo sollecitato la calendarizzazione del disegno di legge al presidente Schifani – ha ricordato Berselli - dal momento che la commissione l'aveva approvato già a metà novembre e che la riforma è attesa da decenni. Sarà - ha assicurato - il primo provvedimento approvato dall'aula del Senato dopo la pausa elettorale e le vacanze pasquali. Dal momento che si tratta di una buona legge, ho motivo di pensare che anche la Camera la licenzierà rapidamente”. Se il testo dovesse tornare al Senato con eventuali modifiche 'l'approvazione definitiva sarà rapida, senza il solito ping pong”. Per Berselli però il testo non affronta il problema del gran numero di Avvocati, “che oggi sono 260 mila e tra qualche anno saranno 300 mila. Dobbiamo pensare, invece, di modificare il corso di studi per coloro che vogliono fare gli Avvocati, distinguendolo da quelli che si laureano in legge”.