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Una delegazione dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana (Oua), composta dalla presidente Michelina Grillo, dal vicepresidente Antonio Giorgino e dai componenti della giunta Maria Limardo e Alessandro Garibotti, è stata ascoltata oggi dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. Tema dell'audizione il disegno di legge sulle intercettazioni. L'Oua ha consegnato un documento (lo trovate in allegato) con le analisi e le proposte dell'avvocatura. Michelina Grillo, presidente Oua, alla fine dell’audizione, ha dichiarato: «Il ddl governativo opportunamente modificato e integrato può ricondurre nel corretto alveo il rapporto tra Giustizia e informazione: è necessario contrastere il fenomeno della “giustizia spettacolo”, che purtroppo dagli anni di “mani pulite” si è ingigantito senza alcun controllo. Questa patologia è agevolata anche dalla irragionevole lunghezza dei processi cui pure occorrerà porre rimedio, in attuazione dell’articolo 111 della Costituzione. Un uso incoerente dello strumento delle intercettazioni ha contribuito ad alimentare questa stortura del nostro sistema. È intollerabile, in un Paese autenticamente democratico, che la responsabilità penale dei cittadini venga di fatto sottratta alle aule di giustizia ed al giudice naturale, nei tempi, nei luoghi e con le modalità del giusto processo, per essere sbattuta in “prima pagina” o in “apertura” di un telegiornale, cioè affidata in una sorta di “foro alternativo” rappresentato dai media, i quali intervengono senza alcuna garanzia, nella delicata fase istruttoria, quando ancora ci si muove sulla base di semplici notizie di reato, che debbono trovare conforto nella successiva formulazione di imputazioni e nel processo. Questa, che in Italia è ormai una prassi, è certamente facilitata e oltremodo alimentata dalla possibilità di pubblicazione delle risultanze di intercettazioni telefoniche spesso del tutto estranee al presunto reo. La sistematica fuga di notizie, che spesso purtroppo è apparsa coincidente con momenti “topici” della vita sociale e politica del Paese, e la successiva pubblicazione e diffusione con ampia eco delle stesse – anche quando poi si riveleranno come spesso è accaduto del tutto infondate o estranee – consente la celebrazione di anomali processi di piazza, che contrastano con i principi dello stato di diritto. In linea generale non può non esprimersi condivisione e apprezzamento per la volontà della politica, condivisa da ogni schieramento, di intervenire organicamente sul tema delle intercettazioni, con la preoccupazione di contemperare i diversi interessi e diritti in gioco. L’apprezzamento si estende anche alla dichiarata volontà di intervenire in modo concreto ed effettivo e con attenzione metodologica alle risorse a disposizione e all’impatto delle modifiche sul sistema».