Anno V - Numero 142 - Chiuso in redazione: Giovedi 29 Luglio 2010 alle ore 15:30 archivio storico

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Consiglio nazionale dei Periti industriali
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E adesso è il momento delle professioni tecniche

Dopo avvocati, notai e commercialisti, la parola per la riforma spetta ora ai periti industriali, agrari e geometri. Che hanno il compito di predisporre un’ipotesi di legge delega per la costituzione dell’ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria. La notizia arriva all’indomani dell’incontro che il presidente del consiglio nazionale dei geometri Fausto Savoldi e quello della cassa Fausto Amadasi hanno appena avuto con il ministro della giustizia Angelino Alfano e con la senatrice Simona Vicari. Un incontro durante il quale i due esponenti, voce unica di tutte e tre le categorie, hanno spiegato la necessità di creare un’istituzione unica per i laureati triennali che possa chiarire in maniera definitiva la nuova posizione dei professionisti di I livello alla luce della direttiva europea sulle qualifiche professionali. Una casa comune, quindi, che per i tre albi già uniti sotto lo stesso tetto del Cogepapi (Coordinamento geometri, periti agrari e periti industriali) risolverebbe anche i problemi creati dal dpr 328/01 che disciplina i requisiti per l'ammissione all'esame di stato e che invece di canalizzare le nuove figure dei laureati triennali negli albi già esistenti ha introdotto il principio dell'accesso plurimo alle professioni: sei professioni quindi, in alcuni casi, e sei titoli professionali a fronte della stessa formazione accademica. La proposta ha incontrato il favore del ministro Alfano che ha invitato i rappresentanti di categoria a formulare un’ipotesi di legge delega per la riforma confermando, ancora una volta, l’intenzione di volere procedere ad un riordino delle professioni per comparti omogenei. Piena soddisfazione da parte dei tre presidenti che si dichiarano decisi a raggiungere l’obiettivo previsto senza perdere tempo. “Ci metteremo subito al lavoro”, esordisce Fausto Savoldi perché non c’è tempo da perdere. Il progetto di riforma, assicura poi, “andrà avanti con il coinvolgimento di tutte le forze politiche di entrambi gli schieramenti per assicurare continuità di lavoro e certezza previdenziale al numero dei professionisti iscritti ai nostri albi. Della stessa opinione anche il numero uno dei periti industriali Giuseppe Jogna che sottolinea la volontà della categoria di portare il prima possibile la proposta sul tavolo del ministro anche perché, puntualizza ancora, “il futuro di queste categorie non può più prescindere dalla necessità di adeguarsi al sistema europeo delle professioni e quindi dalla creazione dell’ordine dei tecnici laureati per l’ingegneria. E questo non tanto o non solo per gli attuali iscritti ma per garantire il domani a coloro che verranno dopo”. Per Andrea Bottaro dei periti agrari, infine, l’ apertura di Alfano fa ben sperare: “finalmente sembra essere arrivati ad un punto di svolta, per altro indispensabile: abbiamo necessità”, conclude, “di restituire all’opinione pubblica quello che era un punto di riferimento rappresentato da questi professionisti e che ora si sta perdendo. E questo non possiamo permettercelo”.

 

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